di Samuele Ranieri
Nella serata di lunedì 20 aprile 2026, ha avuto inizio, al Collegio “Lamaro Pozzani”, il ciclo di incontri sul volume di Patrizio Bianchi “L’Europa fra Trump e la Cina”: a guidare l’uditorio in questo complesso scenario è stata la professoressa Francesca Spigarelli, docente di Economia Applicata presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata e direttrice del China Center presso il medesimo Ateneo. Nel corso del suo approfondito intervento, la relatrice ha delineato le tappe della storia economica cinese, che hanno condotto la nazione al centro dello scenario globale, rilette attraverso le lenti della cultura e della filosofia orientale.
La professoressa Spigarelli ha aperto il suo intervento con un suggestivo richiamo storico al 1582, anno dello sbarco a Macao del gesuita e matematico italiano Matteo Ricci, il cui principale strumento di dialogo con la popolazione fu proprio la matematica: nel periodo della dinastia Ming, infatti, la Cina vantava uno sviluppo tecnologico e scientifico superiore a quello europeo. La relatrice ha poi richiamato l’attenzione della platea su un’immagine del primo mappamondo cinese in stile europeo, stampato da Ricci nel 1602, dove la Cina è posta graficamente al centro del mondo, evocando il significato di Zhōngguó, “Regno Centrale”, la parola con cui i cinesi indicano il loro Paese: ciò risuona come un presagio dell’attuale assetto globale.
Tuttavia, a questo splendore seguì una lunga decadenza, culminata nel 1911 con il crollo dell’Impero: la Cina era divenuta un Paese arretrato, povero e isolato dal resto del mondo. Secondo l’analisi di Spigarelli, se il periodo maoista (1949-1976) rappresentò un tentativo, spesso fallimentare, di rincorrere il modello sovietico, la vera metamorfosi avvenne con l’ascesa di Deng Xiaoping: egli inaugurò una politica nuova, fondata sui valori del socialismo ma progressivamente più aperta a introdurre elementi di libero mercato. La professoressa ha coinvolto l’uditorio mostrando una serie di dati macroeconomici di forte impatto: negli ultimi trent’anni, il PIL pro-capite cinese è cresciuto di oltre dieci volte, accompagnato da un incremento esponenziale delle iscrizioni all’università, fino al sorpasso della Cina sugli Stati Uniti nel campo di Ricerca e Sviluppo (R&S), avvenuto nell’ultimo ventennio.
La relatrice ha quindi sintetizzato il “metodo cinese” in tre punti chiave:
Per spiegare la mentalità dietro questi successi, la prof.ssa Spigarelli ha riportato le parole di una collega cinese: “La nostra forza sta nella compattezza con cui lavoriamo per obiettivi già definiti”, evidenziando il profondo solco tra il collettivismo strategico cinese e l’individualismo occidentale.
Infine, un fattore fondamentale dello sviluppo economico cinese è la straordinaria capacità della Cina di apprendere dall’Occidente attraverso l’imitazione, che nella cultura cinese significa avvicinarsi alla perfezione dell’altro. La professoressa ha messo in evidenza come la programmazione quinquennale, il continuo apprendere dagli altri e l’approccio sperimentale sembrino rispecchiare perfettamente la massima confuciana: “Noi apprendiamo la saggezza con la riflessione, l’imitazione e l’esperienza”.
Presentando alla platea una serie di copertine del The Economist che mostrano il cambiamento della percezione americana della Cina nel corso di pochi anni, la relatrice ha introdotto l’uditorio nello scenario attuale: la Cina e gli Stati Uniti sono passati dall’essere soci a competitor diretti. In particolare, Xi Jinping, al potere dal 2012, prosegue sulla via dell’apertura verso nuovi partner, in competizione con gli Stati Uniti, cercandoli soprattutto tra i Paesi un tempo attraversati dalla Via della Seta: un percorso verso l’Europa, storica alleata degli Stati Uniti, passando per i Paesi del Medio Oriente, ricchi di risorse petrolifere, al fine di rafforzare l’indipendenza energetica della Cina. I dazi introdotti dalla seconda amministrazione Trump favoriscono la strategia cinese: di recente, grandi Paesi occidentali, come il Canada e la Spagna, necessitando di volgere lo sguardo a partner diversi dagli Stati Uniti, hanno stretto importanti accordi commerciali con Pechino.
Dopo aver introdotto gli argomenti di più scottante attualità, che saranno approfonditi nel corso del ciclo di incontri, la professoressa ha raccolto le domande degli studenti che, con vivo interesse e coinvolgimento, hanno alimentato un dibattito trasversale: dalle contraddizioni di un sistema economicamente efficiente ma soppressivo di libertà e diritti, al ruolo delle banche statali cinesi, passando per la drammatica gestione della pandemia da COVID-19.
In conclusione, l’incontro con la professoressa Spigarelli ha fornito agli studenti le chiavi di lettura sulla traiettoria percorsa dalla Cina: essa è l’esito di una strategia organica, graduale e coerente, che non è possibile comprendere se non alla luce di un insieme di cultura, valori e tradizione.