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STEFANO MICOSSI: GLI INVESTIMENTI A LUNGO TERMINE.

Ospite del collegio per l’incontro del 10 febbraio è stato il Direttore Generale di Assonime Stefano Micossi, accompagnato dal Prof. Gian Luigi Tosato e dal Dott. Jacopo Carmassi, laureato del Collegio “Lamaro Pozzani”.

 L’intervento del Prof. Micossi si è concentrato sul green paper Assonime-CEPR “Restarting European Long-Term Investment Finance”, recentemente pubblicato da un gruppo di importanti accademici ed esperti di policy (fra i quali Andrea Polo, anch’egli laureato del Collegio). Il lavoro si concentra sul problema della scarsità di investimenti a  lungo termine, una criticità che, insieme ad altri fattori, rischia di frenare la crescita economica. Il Prof. Micossi ha posto interrogativi cruciali sulla natura del fenomeno: le risposte di policy devono inevitabilmente avere forme diverse se si tratta di un problema creato in misura significativa dal sistema bancario e finanziario – e dunque di una scarsità di offerta di capitali – o se invece una carenza di domanda di investimenti a lungo termine gioca un ruolo determinante. Inoltre, come sottolineato dal Prof. Micossi, le risposte devono essere differenti se si tratta di un problema transitorio strettamente legato alla crisi finanziaria ed economica, o se invece esistono criticità strutturali, attinenti per esempio alle nuove regole sulla finanza o ai nuovi modelli di business delle banche. In quest’ottica, la diagnosi sulla natura e sulle cause del problema è un passaggio imprescindibile per poter somministrare la cura e le ricette adeguate e non correre il rischio di applicare una serie di misure di policy in maniera disordinata e incoerente, che rischierebbero di aggravare la malattia piuttosto che curarla.

Non sono mancati, nel dibattito con gli studenti, stimolanti riferimenti all’attualità economica e finanziaria, con un’attenzione particolare al Piano Juncker, al Quantitative Easing della BCE, alle regole di Basilea 3, alla situazione della Grecia dopo le recenti elezioni politiche ed alle relative implicazioni per l’area euro e per il progetto di costruzione europea.