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Il dott. Rafael Grossi, Capo di gabinetto e vicedirettore generale della IAEA (International Atomic Energy Agency).

Lavorare per la sicurezza, ma anche per una più matura “cultura del nucleare”. A colloquio con Rafael Grossi, Capo di gabinetto e vicedirettore generale della IAEA (International Atomic Energy Agency).

Il secondo protagonista dell’incontro del 26 marzo 2013 al palazzo delle Nazioni Unite di Vienna è stato Rafael Grossi, Capo di gabinetto e vicedirettore generale della IAEA (International Atomic Energy Agency). Dopo alcuni cenni riguardo alla sua carriera diplomatica, che lo ha visto ricoprire il ruolo di direttore generale al ministero degli affari esteri argentino fino al 2009, Grossi ha inquadrato i compiti e le politiche d’azione dell’organizzazione internazionale di cui è attualmente membro.
La cosiddetta hard agenda della IAEA (di cui fanno parte  tutte le questioni relative al mantenimento della pace e della sicurezza a livello internazionale) si concentra sul concetto di Non-Proliferation; lo scopo dell’organizzazione è cioè quello di limitare quanto più possibile la diffusione delle armi nucleari, di promuovere il disarmo e di incoraggiare l’uso di energia nucleare per fini pacifici. A questo proposito, Grossi si è soffermato sui due termini inglesi security e safety, che, pur traducendosi entrambi in italiano con con “sicurezza”, designano in realtà due linee di azione diverse dell’organizzazione in materia di energia nucleare. Sotto l’etichetta di security si annoverano tutte le politiche finalizzate alla limitazione dell’uso militare del nucleare; con safety, invece, si indicano tutti gli interventi diretti a garantire le concrete condizioni di sicurezza all’interno delle centrali nucleari (quindi si tratta spesso dello sviluppo e dell’applicazione di determinati standard all’interno dei singoli paesi che fanno uso di energia nuclere).
Grossi ha voluto anche sottolineare i molteplici usi dell’energia nucleare (in campo medico, nelle tecnologie per determinare il livello di purezza delle acque o garantire la sicurezza dei prodotti alimentari,  ecc.). Troppo spesso, infatti, nell’immaginario collettivo tali risvolti positivi, pur essendo temi chiave dello sviluppo a livello mondiale, vengono sovrastati dal timore reverenziale nei confronti dei disastri nucleari. Il lavoro della IAEA si sviluppa proprio con l’obiettivo di vincere queste reticenze attraverso la promozione di un uso consapevole, sicuro e pacifico del nucleare.
Nella parte conclusiva dell’incontro, l’Ambasciatore Grossi ha lasciato la parola agli studenti e, a partire dalle domande postegli, ha toccato anche il tema  problematico dello smaltimento delle scorie nucleari e del modo in cui l’organizzazione agisce nei confronti di quei paesi che vorrebbero approcciarsi al nucleare, ma non ne hanno le possibilità concrete. Per quanto riguarda il primo punto, vi sono ricerche in corso volte a trovare una soluzione dall’impatto ambientale ridotto; a proposito del secondo, Grossi ha sottolineato come la IAEA si occupi tanto di fornire gli strumenti (le apparecchiature, i materiali ecc.), quanto di favorire lo sviluppo di una “cultura del nucleare”, cioè di fornire le informazioni necessarie a far conoscere la realtà del nucleare ad amministrazione, governi e cittadinanza.