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Il ’68 nella testimonianza di uno dei primi laureati del Collegio

Il '68 nella testimonianza di uno dei primi laureati del Collegio.

Il professor Gianfranco Formichetti, assessore alla Cultura del Comune di Rieti e autore di importanti biografi su Campanella, Caravaggio e Vivaldi, è stato testimone diretto della nascita della Residenza Universitaria “Lamaro Pozzani”, nella quale entrò proprio nell’anno della sua apertura.

Era la stagione in cui, soprattutto negli atenei romani, era viva l’atmosfera della contestazione giovanile, alimentata dagli estremismi ideologici e dagli scontri dialettici (e talvolta fisici) che ne derivavano. Nell’esperienza formativa di un giovane di provincia – ha spiegato Formichetti – fu decisivo l’impatto con la vita universitaria della Capitale, permeata di grandi e forse ingenue speranze, ma anche attraversata da segnali decisamente più inquietanti, seguendo i quali molti giovani si sarebbero poi infilati nella strada senza uscita della violenza e del  terrorismo.

Mentre il conformismo si incuneava in molte manifestazioni di quel periodo, i ragazzi della Rulp avvertivano la necessità del confronto, del dibattito e soprattutto di un’autonomia intellettuale che ha poi sempre caratterizzato il modello formativo dell’istituzione.  Attraverso un bagaglio di esperienze privilegiate e di rapporti umani qualificanti e tuttavia mai esclusivi, fu possibile, accanto al cambiamento sociale, una reale e profonda crescita personale.