“Sono fiera delle mie origini povere; penso al coraggio, all’intuito e all’intraprendenza dei miei antenati”. Il giorno 8 ottobre, un gruppo di nove studenti del Collegio “Lamaro Pozzani” si è recato in visita presso Urbani Tartufi; la giornata è stata organizzata dal Gruppo Centrale della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro.
Pronunciate dal Cavaliere del Lavoro Olga Urbani, imprenditrice alla quinta generazione e guida di Urbani Tartufi, le parole iniziali racchiudono i valori fondanti di un’impresa che ha saputo trasformare la tradizione familiare in un simbolo del Made in Italy nel mondo.
La storia di questo gruppo affonda le sue radici a Sant’Anatolia di Marco, nel cuore di Scheggino in Umbria, dove nel 1852 nacque la prima sede aziendale. Inizialmente la famiglia Urbani barattava i tartufi con altri beni, ma nel tempo, lasciandosi ispirare dallo spirito imprenditoriale francese, iniziò a commercializzarli in modo strutturato, dando vita a un settore economico fino ad allora inesistente. Questa memoria storica è custodita nel Museo del Tartufo, allestito all’interno della prima sede ottocentesca, dove Olga Urbani ha conservato fatture storiche e macchinari d’epoca in memoria del padre, il Cavaliere del Lavoro Paolo Urbani.
Oggi Urbani Tartufi rappresenta una realtà leader a livello internazionale: detiene infatti il 70% del mercato mondiale del tartufo, primato impressionante se si considera che attualmente si contano 380 aziende concorrenti sul mercato. La struttura del Gruppo si articola in nove filiali distribuite globalmente, pur mantenendo il proprio cuore operativo a Scheggino.
L’attività dell’azienda è incentrata sui tartufi, ossia funghi ipogei che crescono sottoterra a contatto con le radici di specifiche piante. La gamma di prodotti gestiti segue l’andamento delle stagioni e comprende diverse varietà: il Tartufo Bianco, il più pregiato e apprezzato a livello culinario, il cui valore varia al pezzo in base alla forma (preferibilmente tondeggiante) e all’assenza di difetti; l’Uncinato, tartufo nero invernale raccolto fino al 31 dicembre; il Nero Pregiato, disponibile da dicembre a marzo; il Bianchetto o Marzuolo, tipico della primavera; e infine lo Scorzone, il tartufo nero estivo. Nella selezione di questi prodotti si valutano attentamente quattro parametri: l’odore, l’aspetto esterno, la consistenza al tatto e il colore interno, fondamentale per determinare la maturazione, poiché un tartufo acerbo si presenta internamente bianco.
L’impegno dell’azienda si riflette anche nei processi di lavorazione all’interno dello stabilimento principale, dove i collegiali hanno potuto osservare da vicino la filiera produttiva. Il ciclo inizia con la selezione e la pesatura dei tartufi acquistati dai cavatori, a cui segue la fase di lavaggio: per i tartufi neri si utilizzano macchine lavatrici ad acqua pura senza additivi chimici, mentre per le varietà più pregiate la pulizia avviene interamente a mano. Segue poi la cernita manuale, un passaggio cruciale in cui la sensibilità umana risulta ad oggi insostituibile, sebbene il Direttore Generale Andrea Pascolini abbia confermato che da qualche anno sono in corso collaborazioni per sviluppare sistemi tecnologici intelligenti in grado di supportare l’operatore.
Inoltre, l’azienda ha lanciato due progetti innovativi. Il primo è l’Accademia del Tartufo, nata come punto di riferimento per gli chef di tutto il mondo per diffondere la cultura del prodotto e insegnare a valorizzarne e apprezzarne il gusto. Il secondo è Truffleland, un progetto nato da un’idea concepita a soli diciassette anni da Francesco Loreti Urbani, figlio di Olga Urbani. Truffleland si occupa di tartuficoltura applicata al tartufo nero, supportando la conversione di terreni agricoli in tartufaie coltivate attraverso la produzione di piantine micorrizate, i cui apparati radicali vengono colonizzati in modo simbiotico da funghi benefici del suolo. Le piante maggiormente impiegate sono il nocciolo, la roverella e il leccio, capaci di garantire alle tartufaie un ciclo produttivo compreso tra i quindici e i trenta anni.
Il primato globale di Urbani Tartufi dimostra come la passione aziendale e il legame del Cavaliere Urbani con le origini familiari costituiscano la leva strategica dell’impresa e la chiave del loro successo.