L’incontro con il Cavaliere del Lavoro Francesco Caltagirone, svoltosi il 23 marzo 2026, ha rappresentato per gli studenti del “Lamaro Pozzani” un’occasione di confronto diretto con una visione concreta e professionale del fare impresa. Il suo intervento ha intrecciato esperienza personale e riflessioni strategiche, offrendo uno spaccato realistico delle sfide e delle responsabilità che caratterizzano il mondo manageriale.
Nato a Roma il 29 ottobre 1968, Caltagirone ha iniziato a lavorare molto giovane nell’azienda di famiglia, sviluppando fin da subito una forte inclinazione per la finanza e l’analisi. Appassionato di informatica già negli anni in cui i primi computer era appena stati sviluppati, si è dedicato allo studio di algoritmi applicati ai mercati finanziari, mostrando una precoce attitudine per la lettura dei dati e la previsione economica. Dopo un percorso universitario in economia non portato a termine, ha scelto di impiegarsi a tempo pieno nell’attività imprenditoriale, affiancando il padre e maturando un’esperienza diretta sul campo.
Il momento decisivo è arrivato con l’acquisizione di Cementir Holding, storica azienda del settore cementiero, allora caratterizzata da criticità strutturali, bassa redditività e forti tensioni sindacali. A soli venticinque anni, Caltagirone si è trovato di fronte a una sfida complessa: rilanciare una realtà industriale in difficoltà, assumendosi rischi significativi nonostante la limitata esperienza Dopo pochi mesi, ha elaborato un piano di ristrutturazione radicale, che ha incluso anche decisioni drastiche come la riduzione del personale; una scelta difficile, ma che ha segnato l’inizio di un percorso di crescita costante.
Negli anni successivi, attraverso operazioni di fusione e acquisizione, il gruppo è stato trasformato in una multinazionale presente in numerosi Paesi e mercati strategici. Tra le operazioni più rilevanti, spicca un investimento superiore ai 200 milioni di euro in Turchia, inizialmente poco redditizio ma rivelatosi nel tempo una leva fondamentale per l’espansione internazionale. Questa esperienza ha messo in luce un tratto distintivo della sua visione: la propensione a rischiare, anche in condizioni di incertezza e senza garanzie immediate di successo. Una scelta che riflette un approccio imprenditoriale orientato all’azione e alla fiducia nel lungo periodo, in cui il rischio non è un ostacolo da evitare, ma una componente necessaria alla crescita.
Nel corso dell’incontro, il Cavaliere ha posto particolare attenzione alla differenza tra il ruolo dell’imprenditore e quello del manager. Se il primo è chiamato a rischiare in prima persona e a definire la direzione strategica, il secondo si concentra sull’ottimizzazione e sulla gestione operativa. Centrale è risultata anche la riflessione sulla gestione del tempo e sulla solitudine dell’imprenditore: il confronto è necessario, ma la responsabilità ultima resta individuale. Il processo decisionale, ha sottolineato, deve essere rapido ed efficace, evitando paralisi analitiche che rischiano di compromettere le opportunità.
L’incontro si è articolato attorno a una serie di verbi essenziali: cadere, cambiare, rialzarsi, riprovare. In un contesto competitivo e in continua evoluzione, la determinazione e la capacità di affrontare il fallimento diventano competenze fondamentali. Più che evitare l’errore – ha suggerito – è necessario imparare a gestirlo e trasformarlo in occasione di crescita.
A colpire particolarmente è stata anche la concretezza dell’appello rivolto agli studenti: il successo non è mai immediato e, soprattutto, non è lineare. Caltagirone ha insistito sul fatto che ogni percorso professionale richiede tempo, pazienza e una certa dose di ostinazione. La differenza, ha lasciato intendere, non sta tanto nel talento iniziale quanto nella capacità di continuare anche quando i risultati tardano ad arrivare.
A suggellare l’incontro, Caltagirone ha voluto lasciare agli studenti una citazione significativa, “Amat victoria curam”, tratta dal Liber di Gaio Valerio Catullo. L’espressione, che significa “la vittoria ama la preparazione”, riassume efficacemente il valore dell’impegno costante e della disciplina nel percorso verso il successo. Non si tratta, dunque, di affidarsi al caso o all’intuizione momentanea, ma di costruire con metodo e determinazione le condizioni per cogliere le opportunità quando si presentano. L’incontro si è così configurato non solo come una testimonianza di successo imprenditoriale, ma come un invito a sviluppare spirito critico, autonomia decisionale e coraggio. Elementi che, al di là dei ruoli futuri, restano imprescindibili per affrontare con consapevolezza le sfide del presente.