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Una scelta consapevole: incontro con Maurizio Fumo

18.03.2026

di Raffaello Pio Marino

L’incontro con Maurizio Fumo, presidente titolare della Quinta sezione penale della Corte di cassazione, svoltosi il giorno 4 marzo presso il Collegio “Lamaro Pozzani”, è stato un’occasione di approfondimento dedicato all’analisi delle modifiche costituzionali proposte e alle conseguenze che tali cambiamenti potrebbero avere sull’equilibrio complessivo del sistema giudiziario italiano. L’intervento si è concentrato in particolare sugli articoli 104, 107 e 111 della Costituzione, indicati dal relatore come punti centrali del dibattito sulla riforma.

Fin dalle prime battute Fumo, esponente del fronte del No al referendum sulla giustizia, si è proposto di ricostruire il contesto normativo e istituzionale in cui si inserisce la proposta referendaria, sottolineando come il confronto pubblico intorno alla riforma rischi talvolta di svilupparsi su piani differenti rispetto al contenuto effettivo delle modifiche previste. In questo senso, il relatore ha invitato a mantenere sguardo critico sul testo costituzionale e sulle implicazioni concrete che deriverebbero dalle variazioni proposte. Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata all’analisi dell’articolo 104 della Costituzione, che disciplina la struttura e le funzioni del Consiglio Superiore della Magistratura. Secondo Fumo, questo articolo rappresenta uno dei cardini dell’assetto istituzionale della magistratura italiana, in quanto definisce i principi fondamentali dell’autonomia e dell’indipendenza dell’ordine giudiziario. A esso si collega l’articolo 107, che stabilisce le garanzie relative allo status dei magistrati, regolando aspetti cruciali come la loro inamovibilità e il sistema delle responsabilità disciplinari.

Nel corso dell’incontro, Fumo ha evidenziato come la riforma intervenga su questi elementi delicati dell’ordinamento costituzionale, con possibili effetti sull’equilibrio tra i diversi poteri dello Stato. Per questo motivo, ha sostenuto l’importanza di affrontare il dibattito referendario con particolare attenzione alla dimensione istituzionale e costituzionale della questione, evitando semplificazioni o interpretazioni riduttive. Accanto agli articoli 104 e 107, il relatore ha richiamato l’attenzione anche sull’articolo 111 della Costituzione, che sancisce i principi del giusto processo. Tale disposizione, introdotta con la riforma costituzionale del 1999, ha consolidato nel sistema italiano alcuni principi fondamentali del modello processuale accusatorio, come il contraddittorio tra le parti e la parità tra accusa e difesa davanti a un giudice terzo e imparziale. Proprio il riferimento al processo accusatorio ha costituito uno dei punti più discussi dell’intervento. Secondo Fumo, nel dibattito pubblico alcuni sostenitori del al referendum richiamano spesso casi giudiziari o errori processuali verificatisi nel passato, utilizzandoli come esempio delle presunte criticità del sistema attuale. Tuttavia, il relatore ha osservato come questi riferimenti non sempre risultino pertinenti rispetto all’oggetto della riforma proposta. Come ha affermato lo stesso Maurizio Fumo: “Coloro che sostengono il sì e che si appellano al processo accusatorio, chiamando in causa errori processuali avvenuti in passato, stanno in realtà discutendo di problemi che la riforma non affronta”. Ponendosi in questa prospettiva, il rischio è quello di alimentare un confronto pubblico che, pur partendo da questioni reali e spesso complesse, finisce per sovrapporre piani diversi del dibattito.

Nel suo intervento, Fumo ha quindi invitato a distinguere tra le difficoltà operative che possono emergere nel funzionamento concreto del sistema giudiziario e le modifiche costituzionali proposte dal referendum. Le prime, ha spiegato, riguardano spesso l’applicazione pratica delle norme o la gestione dei procedimenti; le seconde, invece, intervengono sulla struttura dell’ordinamento e sui principi che regolano i rapporti tra le diverse componenti della magistratura. In quest’ottica, il relatore ha sottolineato come il confronto sulla riforma non possa limitarsi alla valutazione di singoli episodi o vicende giudiziarie, ma debba necessariamente tener conto della portata costituzionale delle modifiche previste. Intervenire sugli articoli della Costituzione, ha ricordato, significa incidere su equilibri istituzionali che rappresentano il risultato di un lungo processo storico e giuridico.

L’incontro si è stato un momento di riflessione volto a chiarire i termini della discussione e a riportare il dibattito sul piano dell’analisi normativa. In conclusione, l’intervento di Fumo ha ribadito l’importanza di affrontare la consultazione referendaria con consapevolezza del contenuto effettivo della riforma, distinguendo tra le questioni che essa affronta direttamente e quelle che, pur rilevanti per il sistema giudiziario, restano al di fuori del suo ambito di intervento. In questa prospettiva, l’obiettivo dichiarato è quello di promuovere un confronto informato e rigoroso, capace di valutare la proposta referendaria alla luce dei principi costituzionali e delle conseguenze istituzionali che essa potrebbe comportare.