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Cinquantottesima Giornata del Credito: le sfide per un futuro sostenibile

13.10.2026

di Matteo Borghino

Il 7 ottobre 2026, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma, si è tenuta la 58ª Giornata del Credito: la riflessione di quest’anno è stata sull’energia sostenibile come leva a sostegno della competitività e sul ruolo del sistema finanziario. Organizzata dall’ANSPC (Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito) e presieduta dal Cavaliere del Lavoro Ercole P. Pellicanò, la giornata si è svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e ha analizzato le nuove relazioni tra finanza e sostenibilità, la crescente richiesta di energia e la sua compatibilità con un futuro sostenibile.

Il Cavaliere Pellicanò ha introdotto il dibattito sottolineando l’attuale frammentazione geopolitica, i cambiamenti tecnologici e climatici in corso e l’esposizione italiana agli shock energetici. Nella relazione di base, Paolo Angelini, Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’Ivass, ha affermato che la domanda di energia continuerà ad aumentare e che l’Europa subirà, come già subisce, un incremento delle temperature medie maggiore rispetto agli altri continenti. La transizione energetica è dunque necessaria: la maggioranza della comunità scientifica è concorde nell’affermare che le cause di questo fenomeno risiedono principalmente nelle emissioni di gas serra generate dalla combustione di fonti fossili. Inoltre, il Direttore ha precisato che la finanza oggi può fungere da supporto alla transizione, dal momento che le rinnovabili sono diventate un investimento competitivo; gli investimenti pubblici, tuttavia, come osservato da molti, non bastano e sono necessari quelli privati.

Un altro aspetto centrale è stato quello dell’urgenza dell’autonomia energetica: un’indipendenza strategica ridurrebbe l’impatto sull’Italia degli aumenti di prezzo dovuti alle crisi di approvvigionamento. Il Cavaliere del Lavoro Aurelio Regina, Vicepresidente di Confindustria con delega all’Energia, ha ricordato che dal 2019 il prezzo dell’energia è passato da 65 a 224 euro per megawattora, a seguito di due shock geopolitici, ricordati da Valeria Termini, docente di Roma Tre: quello del 2022, dovuto allo scoppio della guerra russo-ucraina, e quello del 2026, legato alla crisi dello Stretto di Hormuz. Regina ha sottolineato la necessità di rendere il Paese strutturalmente indipendente e di sostenere la produzione industriale, essenziale per l’economia italiana, abbassando il prezzo dell’energia e riducendo la dipendenza dal gas.

La finanza è un attore decisivo della transizione. Il Cavaliere del Lavoro Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, ha osservato che le banche oggi analizzano le prospettive future dell’impresa, anche in chiave di sostenibilità, perché questo è diventato conveniente economicamente, non per motivi ideologici. Giovanni Liverani, Presidente dell’ANIA, ha spiegato che gli investimenti nelle rinnovabili sono compatibili con gli orizzonti a lungo termine delle assicurazioni, a condizione di un quadro regolatorio stabile e di progetti di massa critica, “non un capannone coperto di fotovoltaico, ma diecimila capannoni”. Inoltre, per gli investimenti di lungo periodo è essenziale il contributo delle fondazioni bancarie: non investono per massimizzare il profitto, ma per avere un’influenza positiva sul territorio, senza operazioni speculative, come ha ricordato Il Cav. Lav. Bernabò Bocca, Vice Presidente dell’Acri. Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, ha evidenziato che i costi del fotovoltaico sono crollati del 90% e che nel 2025 la produzione mondiale di energia da rinnovabili ha superato quella da carbone; tuttavia, ha segnalato la mancanza di un ecosistema di collaborazioni fra le eccellenze presenti in Italia.

Nell’intervento del Cavaliere Aurelio Regina è merso che, nonostante le opportunità, restano criticità importanti come quella del sistema degli ETS e del mercato delle quote di CO2, che penalizzano in modo particolare alcuni settori come quello del cemento, del riciclo della carta e della ceramica. In quest’ultimo le fonti fossili non possono ancora essere sostituite da quelle rinnovabili. Per di più, sussiste un rischio di perdita di autonomia strategica dovuto alla delocalizzazione della produzione di tali beni o a un acquisto diretto da produttori esteri. Regina ha segnalato anche la presenza di hedge fund extraeuropei che compiono operazioni speculative trascurando la stabilità del sistema industriale europeo.

Un’ulteriore criticità è costituita dalla lentezza dei meccanismi normativi e amministrativi, come ha osservato il Cavaliere Patuelli. Eppure, si è capaci di realizzare grandi impianti all’avanguardia, come il rigassificatore di Ravenna, il più grande d’Europa, quando ci sono un appoggio amministrativo e un consenso della popolazione.

Un altro problema riguarda le questioni di governance, in quanto è necessario contemplare le possibili crisi dovute alle contestazioni delle comunità locali, che potrebbero non approvare impianti di produzione di energia rinnovabile nel loro territorio. Evidente è il caso delle resistenze in Sardegna contro i parchi eolici, ricordato da valeri. Per superarle, è stato osservato, servono vantaggi concreti per le comunità, come la riduzione delle bollette.

Durante il dibattito è comparsa non solo la possibilità di un «nuovo nucleare», ma ne è stata sostenuta la necessità: Patuelli ha parlato di un nuovo nucleare. Si tratterebbe di progetti con nuove tecnologie di cui l’Italia dispone ma di cui non usufruisce: Aurelio Regina ha ricordato la presenza di una settantina di aziende italiane, che oggi operano principalmente all’estero, specializzate nei piccoli reattori nucleari; alcune sono leader del settore.

L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata alla premiazione di quattro studenti neolaureati del Collegio, a cui è stata conferita la borsa di studio “Francesco Parrillo”, da quest’anno finanziata anche dal Cavaliere del Lavoro Pier Luigi Toti. I premiati sono stati: Maurizio Fiusco, laureato in Informatica a Tor Vergata; Chiara Gaibari e Francesca Bertamè, laureate in Editoria e scrittura alla Sapienza; e Leonardo Cicconofri, laureato in Giurisprudenza alla Sapienza.