Il 29 settembre 2026 si è tenuto al Collegio “Lamaro Pozzani” il primo di un ciclo di incontri in memoria di Giorgio Carbonara, ex allievo della allora Residenza, venuto a mancare un anno fa. La serata ha avuto inizio con l’intervento di Tecla Rodi, vicepresidente dell’Associazione Alumni, che ha dato voce al cordoglio di tutti i laureati del Collegio per la sua scomparsa. L’Associazione ha voluto ricordarlo attraverso il cinema, una delle sue principali passioni: l’incontro di martedì, in particolare, è stato dedicato alla proiezione di “Mamma Roma” (1962) di Pier Paolo Pasolini.
Ha poi preso la parola Roberto Carnero, professore di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Bologna, legato da una profonda amicizia al dott. Carbonara, con cui ha condiviso gli anni di studio presso il Collegio. Il professor Carnero ha rievocato con affetto la personalità dell’amico, del quale ha voluto ricordare l’amore per la cultura, la profondità emotiva e l’empatia, che lo portavano a gioire sinceramente per successi altrui.
Sono seguiti gli interventi di Gianluca Cavoto, professore di Fisica presso l’Università degli Studi La Sapienza, e di Alfredo Spagna, docente di Psicologia alla John Cabot University di Roma, che hanno rievocato la vivacità intellettuale che ha sempre contraddistinto Giorgio Carbonara.
Prima della proiezione, il professor Carnero ha introdotto il lungometraggio, il secondo di Pasolini, proponendo una contestualizzazione puntuale nella poetica del regista. Il professore ha sottolineato come il film tragga ispirazione dalla realtà estremamente povera delle borgate, l’area suburbana compresa tra la città e la campagna, in cui Pasolini si immergeva in prima persona, così da poterle rappresentare nelle sue opere in tutta la loro crudezza. Aspetto centrale della pellicola è la presenza di elementi propri della tradizione cristiana: il film si apre con lo sposalizio di Carmine, il lenone di Mamma Roma, scena che richiama alla memoria l’iconografia quattrocentesca del cenacolo; la stessa protagonista incarna la figura della mater dolorosa e l’agonia di Ettore, suo figlio, alla fine del lungometraggio, rievoca il celebre “Cristo morto” di Andrea Mantegna.
La serata è stata una preziosa opportunità per approfondire la poetica cinematografica di Pasolini, un tratteggio di un microcosmo sottoproletario che si fa riflessione universale sulla condizione umana; il cinema, come sottolineato dal professor Carnero, “parla della realtà attraverso la realtà stessa”. L’incontro in ricordo di Giorgio Carbonara è stato una testimonianza dei legami di fratellanza che si instaurano tra gli studenti del Collegio e che permangono nel tempo, anche quando, terminati gli studi, si intraprendono cammini di vita diversi.