“Mi è sempre piaciuto pensare a nuove soluzioni. Ho unito un compressore ad un motore diesel e ne è uscito un camion frigorifero da trasporto su strada, come si usano ancora oggi”. In queste poche parole – pronunciate da Giuseppe Angelantoni in un’intervista al Sole 24 Ore del 1992 – sta un intero progetto imprenditoriale, partito da Massa Martana, vicino Perugia, avviatosi a Milano, e di nuovo portato a sviluppo e compimento nella natale Umbria, in esse sta l’identità di un’intera azienda, il Gruppo Angelantoni, e da esse è partita anche la visita degli studenti del Collegio “Lamaro Pozzani”, mercoledì 22 aprile 2026, ospiti del Cavaliere del Lavoro Gianluigi Angelantoni. L’imprenditore, che ha preso il testimone del padre alla guida di Angelantoni Industrie, presiede oggi un’impresa leader mondiale nella progettazione e produzione di camere per prove ambientali simulate (TVC), capaci di simulare le più estreme condizioni climatiche per i test di componenti meccaniche che richiedono grande affidabilità.
Il primo pensiero, salendo le verdi colline che portano allo stabilimento produttivo, è rivolto al legame con il territorio e con il borgo di Massa Martana, relazione che l’Azienda ha stabilito in maniera duratura dal 1977 quando, alla ricerca di nuovi spazi per le crescenti necessità produttive, Giuseppe Angelantoni trasferisce la sua sede nella terra natia, da Milano. Quella Milano fucina d’idee che lo aveva visto nel 1932, nei difficili anni successivi alla Grande Depressione, fondare una piccola azienda di riparazioni per primi elettrodomestici del freddo. I progressi tecnologici e imprenditoriali, superata la complicata fase iniziale e le conseguenze della guerra, si susseguono poi rapidi negli anni successivi. Ai primi armadi frigoriferi in legno e formica, fa seguito lo sviluppo di camere con controllo della temperatura variabile tra -75°C e +180°C, quindi i dispositivi con PC incorporato, con controlli e sistemi diversi e, nel 1961, la prima apparecchiatura in Europa in grado di scendere sotto ai -100°C con compressori tradizionali. Dalle applicazioni più “tradizionali” del freddo si passa quindi alle più tecnologiche soluzioni, testimoniate da una costante attività di brevetto: dal compressore in tre stadi, all’apparato motore in unica soluzione per il funzionamento dei camion e del sistema di refrigerazione. Gli anni ’90 e 2000 vedono in atto grandi progetti: grazie al sistema di conservazione sviluppato da Angelantoni, Ötzi, la mummia del Similaun, risvegliata nel 1991 dal suo millenario sonno glaciale, può tornare a riposare nelle migliori condizioni climatiche, a Bolzano; grazie alle grandi camere di “stressatura”, si possono testare le performance di satelliti (da -180°C a +150°C), autovetture, batterie e semiconduttori, per mezzo di sofisticate soluzioni di simulazione delle più varie condizioni meteorologiche (dalla sabbia alla nebbia salina, dal vento all’irraggiamento, passando per le più estreme temperature e altitudini).
Nel 2020 viene realizzato il più grande simulatore spaziale in UK presso il centro di ricerca RAL Space, preludio di un futuro sviluppo sul mercato aerospaziale inglese e, soprattutto, americano. Il modello aziendale di business, nel frattempo, si sta sempre più spostando, forte di questi successi, verso l’offerta di servizi completi anche di trasporto e montaggio in loco, ove necessario, in una soluzione unica, anziché nella fornitura del “semplice” prodotto. Ma la fantasia creativa non si arresta ai test termici: il gruppo Angelantoni guarda anche alle sfide della produzione di energia da fonti rinnovabili e così lancia, nel 2007, l’Archimede Solar Energy, che collabora con il premio Nobel Carlo Rubbia alla creazione dei primi sistemi di solare termodinamico con sali fusi, al posto dei tradizionali fluidi a base di olio, sistemi che consentono anche di conservare e accumulare l’energia prodotta. Il progetto non riscuote la necessaria attenzione delle istituzioni e degli investitori, ma l’esperienza è significativa. Con Kenosistec, il Gruppo si riprende ed elabora un processo di deposizione a film sottile su substrati plastici, eliminando la cromatura e con essa il cancerogeno cromo esavalente. L’attenzione, oggi, come sottolinea Federica Angelantoni, Chief Sustainability Officer, è tutta rivolta alle 5P della sostenibilità: pianeta, partnership, prosperità, pace e persone. Quello che potrebbe essere un ossimorico rapporto tra storia e innovazione, tra territorio e internazionalizzazione, diventa in realtà per il Gruppo il terreno su cui rinforzare la forte identità imprenditoriale e il suo legame con il territorio: le collaborazioni accademiche e i percorsi di istruzione professionale appositamente concordati, i fornitori locali e la partecipazione allo sviluppo di Massa Martana consentono oggi al 50% dei dipendenti dell’azienda di risiedere entro dieci chilometri dalla stessa.
Lasciando le verdi colline in direzione Perugia, dove attenderà gli studenti il Premio “Il Perugino”, la mente, arricchita da questa visita, ritorna lieta a un’immagine in particolare, quella della moto, esposta all’ingresso del museo, da cui partì l’idea di Giuseppe Angelantoni, idea che, trasformandosi in una visione artistica e imprenditoriale, ha plasmato novantaquattro anni di attività di successo di una famiglia intera e del suo territorio con essa, territorio dove ancora, forse, risuona instancabile il rombo di quella moto.