Nella giornata del 5 marzo, la visita degli studenti del “Lamaro Pozzani” alle realtà industriali di Ascoli Piceno, gentile invito del gruppo centrale dei Cavalieri del Lavoro, ha offerto molto più di una lezione di economia applicata: è stata l’immersione in un modello di fare impresa dove il successo affonda le sue radici nella cura meticolosa della persona e del territorio. Incontrando la Faraotti Industrie Plastiche (Fainplast) e la Graziano Ricami, gli allievi hanno scoperto come settori apparentemente distanti siano uniti da una medesima visione: l’idea che l’innovazione debba essere costantemente alimentata da un capitale umano motivato, formato e protetto.
Il filo conduttore della giornata è emerso con chiarezza sin dalle parole del fondatore della Fainplast, il Cavaliere del Lavoro Battista Faraotti, che ha ripercorso la propria storia evidenziando l’importanza e le sfide poste dal passaggio di testimone tra le generazioni. Dalle umili origini contadine ad Acquasanta Terme fino alla creazione di un colosso dei polimeri, il messaggio è stato univoco: l’impresa è un atto di fiducia collettiva. Questa filosofia si traduce oggi in un sistema di welfare che non ha eguali nel settore: la Faraotti Industrie Plastiche non si limita a offrire un impiego, ma costruisce un ambiente di vita che include palestre aziendali, screening sanitari preventivi e un sostegno concreto che accompagna le famiglie dei dipendenti, dai bonus per il matrimonio alle borse di studio per i figli. L’obiettivo è un turnover prossimo allo zero, fondato sulla promessa di un legame che duri fino alla pensione.
Questa stessa cultura della “cura” si riflette nella Graziano Ricami, guidata dal Cavaliere del Lavoro Graziano Giordani e dai suoi due figli, nella quale l’attaccamento all’azienda è il requisito fondamentale per gestire lavorazioni di un pregio assoluto. In un contesto dove la precisione e ľoriginalità sono all’ordine del giorno, la responsabilità affidata ai 120 dipendenti è altissima. Qui la cura si manifesta nell’investimento diretto sulle skill dei più giovani: l’azienda seleziona talenti dalle università per modellarli internamente, vedendo in loro non solo i lavoratori di oggi, ma i custodi del know-how di domani.
Il legame tra benessere interno e proiezione sul mercato è evidente nei risultati raggiunti: la Faraotti Industrie Plastiche ha saputo trasformare il ruolo dell’operaio da esecutore a supervisore di processi complessi. Grazie a questa evoluzione, l’azienda domina oggi settori strategici come quello dei cavi per il fotovoltaico e la robotica, fornendo materiali tecnici a brand iconici come Birkenstock e Balenciaga, mentre l’automazione non è vista come un sostituto dell’uomo, ma come uno strumento per valorizzarne il pensiero e la capacità di analisi.
Parallelamente, la Graziano Ricami ha fatto della ricerca costante la propria arma per anticipare i competitors internazionali: con un ufficio stile composto da sette disegnatori, l’azienda sperimenta tecniche che sembrano sfidare le leggi della materia, come la tessitura sul legno, un’esclusiva mondiale che fonde artigianato e ingegneria tessile. È una sfida continua che richiede volontà, costanza e uno spirito di sacrificio che il fondatore ha indicato agli studenti come bussola per il loro futuro professionale.
Ciò che gli studenti del “Lamaro Pozzani” portano con sé da questa esperienza è la consapevolezza che l’eccellenza italiana non è solo una questione di macchinari o formule chimiche. Il vero vantaggio competitivo risiede nel legame sociale: che si tratti di produrre compound plastici o ricami d’alta moda, la visione vincente è quella che sa valorizzare il territorio, credendo fermamente in un progetto collettivo dove ogni persona è parte integrante di un futuro comune.