In una sua celeberrima xilografia, il pittore giapponese Hokusai ritrae la forza impetuosa dell’onda di Kanagawa che travolge, inermi, le barche di pescatori che l’affrontano mentre, sullo sfondo, l’immagine del Monte Fuji emerge in tutto il suo solido e consolidato profilo. L’immagine, nel richiamo evocativo dell’onda e del suo fresco spumeggiare, ha animato metaforicamente l’incontro del Collegio “Lamaro Pozzani”, lunedì 2 febbraio 2026, con il Cavaliere del Lavoro Ugo Salerno, Presidente Esecutivo di RINA nonché Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro.
Ugo Salerno si laurea a Napoli nel 1976 in ingegneria navale, nella prospettiva di sviluppare il proprio percorso lavorativo nel settore universitario. Tuttavia, la staticità dell’ambiente e un’innata indole ambiziosa gli fanno ben presto comprendere che il suo posto è altrove: dopo una formativa esperienza in IBM, il Cavaliere entra in Italcantieri, a Genova; nel 1980 è a Ravenna, Ispettore Tecnico della Fermar, parte del Gruppo Ferruzzi, dove opera occupandosi della verifica del funzionamento delle navi, fino a diventarne Direttore Tecnico, per poi approdare, dopo otto anni, al Gruppo Coeclerici. Qui fa nascere l’ufficio tecnico, assumendo gradualmente e contemporaneamente la responsabilità sulla parte di shipping e di logistica (ovvero quella parte ingegneristica relativa alle soluzioni di carico e scarico di navi laddove i porti non sono abbastanza grandi) dell’azienda, contribuendo alla crescita e all’innovazione interna, in un mercato dominato da operazioni standard di carichi alla rinfusa di cereali, minerali e carbone.
Forte di questa esperienza, rivelatasi utile anche per comprendere i mercati e il bilanciamento tra le operazioni di trasporto e di acquisto delle navi, ma desideroso allo stesso tempo di una nuova prospettiva professionale, nel 2002 Salerno viene chiamato a guidare RINA, società di classificazione navale, operante come mediatrice tra assicuratori e armatori navali, garantendo il funzionamento e la tenuta delle navi e del carico. Nei primi anni del 2000 il RINA, erede dell’antico Registro Navale Italiano, sta attraversando la difficile stagione della liberalizzazione di un mercato in cui prima operava in monopolio, senza una solida base commerciale di clienti che sono in realtà solamente utenti: dinanzi alla sfida di condurre il piccolo gruppo italiano nell’oceano delle grandi società internazionali del settore (dal Bureau Veritas all’American Bureau of Shipping), all’imminente rischio di naufragio si aggiunge la minaccia dell’infrangersi delle conseguenze del disastro ambientale della petroliera Erika, cui RINA aveva dato regolare certificazione, spezzatasi in due, nel 1999 nel Golfo di Biscaglia. I
l Presidente Salerno si dimostra però capitano solido e determinato nel traghettare l’azienda fuori dal pericolo: forte di quella esperienza di ascolto e di coordinazione delle competenze più ampie e varie dei propri collaboratori già appresa ai tempi dell’Italcantieri, dal 2011 il Cavaliere può guidare l’azienda verso operazioni finanziarie di innovazione e diversificazione della gamma di prodotti offerti. Alla tradizionale attività di certificazione comincia così ad affiancarsi l’attività di assistenza ingegneristica alle compagnie che vogliano ottenere le certificazioni internazionali, operando sempre con rigore e senza mai che le due attività fondamentali di certificazione e consulenza tecnica si combinino tra loro, nel rispetto dell’integrità delle operazioni. La guida è salda e determinata, e il RINA amplia le sue operazioni a sei settori strategici, dotandosi di quella competenza che manca ad altre aziende, costituendosi come vera e propria knowledge company che, forte del suo efficiente servizio di reclutamento del personale, aumenta con successo i suoi ricavi dai 92 milioni del 2002 al miliardo e 100 dei tempi attuali.
Oggi l’azienda opera nel settore energetico, sia nelle forme tradizionali dell’oil and gas che con riguardo alle energie rinnovabili e alla transizione energetica; nell’ambito della certificazione navale; nello sviluppo di infrastrutture e trasporti stradali, autostradali e ferroviari; nel campo del real estate; nelle certificazioni di sistemi e prodotti, nonché nel settore industriale, dell’ingegneria dei materiali ed aerospaziale. La curiosità e il coraggio necessario per cogliere ogni opportunità – gli ingredienti che il buon uomo d’impresa deve impersonare, nelle parole di Salerno, nel suo essere sia buon manager che buon imprenditore, ovvero nel fare le cose che sono doppiamente buone e giuste – spinge oggi RINA ad interrogarsi e aprirsi alle operazioni future dell’underwater, dal trasporto di energia e dati alla possibile estrazione di preziose risorse minerarie, in mezzo alla frammentata regolazione internazionale e a politiche di sostenibilità spesso inefficaci o non ben definite.
L’arrivo al porto, al termine dell’incontro, è stato salutato dal Presidente Salerno con l’invito agli studenti a sapersi relazionare criticamente con le sfide attuali, dalle frontiere dell’energia alle nuove tecnologie e alla missione della sostenibilità, sapendo però sempre cogliere con coraggio e ambizione le opportunità che i ragazzi si troveranno dinanzi, un invito animato dalla testimonianza concreta dell’importanza dell’ascolto e dell’umiltà, senza mai perdere quella determinante possibilità di svolgere un lavoro “divertente”, che trasforma la passione in fucina di competenze e successo imprenditoriale.