Nella serata del 19 gennaio 2026 è iniziata presso il Collegio “Lamaro Pozzani” una nuova stagione di riflessione e confronto, inaugurata dal ciclo di incontri intitolato “Talenti globali: il ruolo degli expat nel mercato del lavoro nazionale e internazionale”.
Ospite d’eccezione per questo primo incontro è stata la professoressa Carla Bisleri, Presidente della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (CCUM) e Direttrice del Collegio Universitario Luigi Lucchini di Brescia. La professoressa ha offerto una disamina approfondita sulla condizione dei giovani laureati italiani, bilanciando l’analisi dei dati macroeconomici con una sensibilità sociologica maturata in anni di docenza e consulenza.
Il fulcro dell’intervento ha riguardato la presentazione di una ricerca condotta in collaborazione con la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), volta a indagare le ragioni che spingono le eccellenze del nostro sistema formativo a cercare fortuna oltre i confini nazionali.
Secondo i dati illustrati dalla professoressa Bisleri, circa il 31% degli studenti dei collegi di merito vede il proprio futuro all’estero, attratto da prospettive di carriera più dinamiche e, soprattutto, da trattamenti salariali più gratificanti.
“La spinta è prevalentemente professionale ed economica – ha spiegato Carla Bisleri –; vengono riscontrate maggiori opportunità di carriera, stipendi molto più competitivi e contesti giudicati più inclusivi e meritocratici. Non è sempre una fuga indotta dal disagio, quanto piuttosto dalla ricerca di un’alternativa stimolante che il nostro Paese, attualmente, fatica a offrire in termini di infrastrutture e politiche attive”.
In seguito, la professoressa ha sottolineato come non si dovrebbe parlare di “fuga di cervelli”, ma piuttosto di circolazione di talenti all’interno di un mercato globale fluido, dove l’esperienza all’estero non dovrebbe essere percepita come un esodo definitivo, ma come una fase di arricchimento professionale.
In Italia, tuttavia, il tasso di rientro rimane molto basso: ciò è indice non solo di una politica poco favorevole all’accoglienza e alla mobilità, ma anche della presenza di una “grave lacuna di decisionalità e programmazione” nel mercato del lavoro nazionale, che genera sfiducia e innalza barriere psicologiche per i giovani lavoratori e laureati.
L’analisi si è poi spostata sul concetto di “degiovanimento”, un fenomeno che non riguarda solo la contrazione demografica – con proiezioni allarmanti per il 2030 – ma una vera e propria erosione del capitale sociale e innovativo: la perdita stimata per il sistema Italia a causa dell’emigrazione giovanile qualificata si aggira intorno ai 16 miliardi di euro l’anno.
A fronte di questo scenario, il dibattito si è arricchito degli interventi degli studenti presenti, che hanno esposto le loro considerazioni, mostrando come i giovani valutino la loro generazione e ipotizzando soluzioni alle nuove sfide che si pongono.
In chiusura, la professoressa Bisleri ha sottolineato l’importanza di una programmazione decisionale più rigorosa, che sappia anticipare i fabbisogni del mercato del lavoro, citando ad esempio la difficoltà di incrocio tra domanda e offerta in un sistema dominato da algoritmi e giganti della selezione.
Il messaggio finale rivolto alla platea del “Lamaro Pozzani” è stato un invito all’impegno personale: le “oasi di formazione” rappresentate dai Collegi di Merito devono farsi promotrici di una narrazione positiva, capace di trasformare la circolazione dei talenti in una risorsa strategica per il bene comune.