2010: il viaggio in Turchia

Viaggiare è sicuramente uno spostamento fisico, ma forse in primo luogo è mentale.

Non basta infatti visitare un luogo per comprenderlo profondamente: non si può guardare una realtà diversa, con occhi che non siano quelli della continua meraviglia, aperta al cambiamento e alla novità.

È con questo spirito e voglia di immergerci completamente nella vita d’un paese così vicino e differente allo stesso tempo, che partiamo per la Turchia.

panorama di istanbul

Un'immagine di Istanbul.

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1973Romania
1974Cee
1976Costa d'Avorio
1979Polonia
1980Israele
1981Strasburgo
1982Urss
1983Turchia
1984Repubblica Democratica Tedesca
1985Giordania - Israele
1987Cina
1988Egitto
1989Ungheria - Cecoslovacchia
1990India
1992Ecuador
1994Turchia
1996Polonia - Berlino
1997Spagna - Portogallo
1998Russia - Estonia
1999Marocco
2000Canada - New York
2001Irlanda
2002Polonia
2003Bulgaria
2004Tunisia
2005Istanbul
2006Tallinn, Helsinki, Riga
2007Russia
2008Egitto
2009Cuba
2010Turchia
2011Cina
2012Polonia, Kaliningrad, Lituania

Le tappe del viaggio sono tante…le ruote dei nostri autobus vedranno il paesaggio cambiare, percorrendo un giro ad anello attraverso le strade asfaltate e il cielo grigio di Ankara; il sole e la meraviglia dei “Camini delle Fate” in Cappadocia, e, passando per Konya dirette a Pamukkale e alla sua incredibile “cascata bianca”, si avvicineranno alle sublimi rovine di Pergamo e Troia, per poi scivolare sullo stretto dei Dardanelli a bordo d’un aliscafo e richiudere così finalmente il cerchio su Istanbul: la Porta fra Oriente e Occidente.

Gli incontri istituzionali lungo il cammino ci permetteranno di parlare senza la presenza d’alcun filtro con chi vive quotidianamente questo paese così diverso dal nostro: quelle del Console italiano, degli studenti dell’Università di Hacettepe ad Ankara o del Vicario Apostolico, sono importanti testimonianze di come il dialogo fra i paesi e i saperi sia fondamentale per lo sviluppo di tutti.

Fra le stoffe e gli aromi, i paesaggi e i vividi colori, si cela una voglia di cambiare, d’andare avanti e crescere…e l’ombra proiettata dal mausoleo di Atatürk non si staglia più nitida di quella della maestosa Aya Sofia: vi è una dialettica continua fra religione e laicità, presente e passato, tradizioni millenarie e spirito d’innovazione.