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        <title>Collegio Universitario Lamaro Pozzani</title>
        <description>Collegio Universitario Lamaro Pozzani</description>
        <link>http://www.collegiocavalieri.it</link>
        <lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 11:14:32 +0100</lastBuildDate>
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        <item>
            <title>La medicina in Africa. Incontro con il Professor Vittorio Colizzi.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=208</link>
            <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;appuntamento serale del 9 maggio ha visto come protagonista il professor Vittorio Colizzi, ordinario di Patologia generale, tra i pi&amp;ugrave; autorevoli ricercatori in Europa in tema di Hiv. La sua straordinaria testimonianza di vita &amp;egrave; segnata dallo sforzo e dall&amp;rsquo;impegno di portare la medicina e le cure mediche nei paesi poveri dell&amp;rsquo;Africa Occidentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Forte della sua lunga e consolidata esperienza in numerosi progetti di cooperazione internazionale nel continente africano, il relatore ne ha messo in luce i gravi e preoccupanti problemi epidemiologici e le inefficienze e carenze del sistema sanitario. L&amp;rsquo;incontro si &amp;egrave; cos&amp;igrave; caratterizzato per la ricchezza di episodi e curiosit&amp;agrave; attinti direttamente dall&amp;rsquo;esperienza di vita di un medico, docente e ricercatore. Il consueto dibattito ha consentito di approfondire numerose e significative tematiche, dal problema della propriet&amp;agrave; intellettuale e delle dispute sul ruolo delle grandi case farmaceutiche, al dibattito sull&amp;rsquo;introduzione dello ius soli in Italia, all&amp;rsquo;importanza della prevenzione nella lotta alle malattie infettive virali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al temine dell&amp;rsquo;incontro, il prof. Colizzi ha voluto anche lanciare un forte messaggio agli studenti del Collegio: &amp;ldquo;Non stancatevi mai di cercare il successo, successo inteso non come soddisfazione materiale o economica, ma come appagamento personale, capacit&amp;agrave; di raggiungere ci&amp;ograve; che intimamente si vuole&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 09 May 2013 12:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>L’importanza della formazione di eccellenza. Incontro con l’imprenditore Leonardo Ambrosini.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=207</link>
            <description>&lt;p&gt;Ospite della serata &amp;egrave; Leonardo Ambrosini, laureato del Collegio in Ingegneria informatica e fondatore nel 2000 - a soli 28 anni - dell&amp;rsquo;impresa Nexse S.r.l., per la progettazione e realizzazione di applicazioni e servizi internet e mobili per grandi imprese ed enti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Raccontare la sua esperienza non come una cronaca, ma come una testimonianza: questo &amp;egrave; l&amp;rsquo;intento del relatore, che ribadisce l&amp;rsquo;importanza di una solida preparazione di base e di una cultura quanto pi&amp;ugrave; ampia possibile. La conoscenza, afferma Ambrosini, deve essere non solo tecnica ma soprattutto interdisciplinare. Proprio la formazione fornita da un&amp;rsquo;istituzione come il Collegio rappresenta un enorme valore aggiunto e permette di affrontare meglio le sfide di un mondo e di un mercato in continua trasformazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grande cultura, curiosit&amp;agrave; e volont&amp;agrave; di far fiorire le proprie passioni sono stati i fattori che hanno permesso ad Ambrosini di fare impresa e di creare non solo la Nexse ma anche il laboratorio Wlab, che vuole essere un punto di incontro tra la ricerca accademica e l&amp;rsquo;applicazione nel contesto industriale. All&amp;rsquo;avanguardia nelle sperimentazioni di prodotti per nuovi servizi, il Wlab &amp;egrave; stato anche la prima impresa italiana a ottenere il finanziamento europeo Future and Emerging Technologies per la ricerca condotta sull&amp;rsquo;uso delle piante come biosensori, di cui si &amp;egrave; trattato nella seconda parte dell&amp;rsquo;intervento. Le piante, essendo sensibili agli stimoli esterni, emettono dei segnali sotto forma di impulsi elettrici, che sono misurabili e possono avere importanti implicazioni per facilitare il monitoraggio delle variazioni ambientali (basti pensare al cambiamento climatico e all&amp;rsquo;inquinamento).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A conclusione dell&amp;rsquo;incontro e in risposta alle sollecitazioni degli studenti, l&amp;rsquo;ospite ha espresso il suo disappunto riguardo all&amp;rsquo;assenza di investimenti sulla formazione per creare quella conoscenza che &amp;egrave; indispensabile, particolarmente in tempi di crisi come quelli attuali.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 07 May 2013 12:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Le potenzialità del contatto tra i popoli. Incontro con l’Ambasciatore dell’Iran Hosseini.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=206</link>
            <description>&lt;p&gt;L'incontro con l&amp;rsquo;Ambasciatore della Repubblica Islamica dell&amp;rsquo;Iran in Italia Seyyed Mohammad Al&amp;igrave; Hosseini, gi&amp;agrave; ospite presso il Collegio lo scorso anno, alla presenza del Dottor Carlo Quintino Sella, vice segretario della Federazione, &amp;egrave; stato il naturale epilogo dell'esperienza recentemente vissuta in Iran dagli studenti degli ultimi anni. Un&amp;rsquo;occasione per confrontarsi e scambiare le proprie impressioni in merito a un viaggio che, con le innegabili diversit&amp;agrave;, ha messo in luce i punti di contatto tra Italia e Iran.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Niente come il contatto diretto tra i popoli pu&amp;ograve; aiutare la conoscenza reciproca&amp;quot;: ha esordito cos&amp;igrave; l'Ambasciatore, sottolineando l'importanza di stabilire un dialogo tra giovani di culture diverse quale premessa indispensabile per future relazioni internazionali pacifiche. L&amp;rsquo;Ambasciatore Hosseini ha inoltre sottolineato il ruolo giocato dalla disinformazione &amp;ndash; o meglio dalla cattiva informazione basata su stereotipi &amp;ndash;nell&amp;rsquo;insorgere di&amp;nbsp; incomprensioni e attriti politici, culturali e religiosi. Occorre invece la volont&amp;agrave; di superare le barriere della lontananza e valorizzare le potenzialit&amp;agrave; del contatto piuttosto che i controproducenti effetti del sospetto e del pregiudizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non &amp;egrave; mancato durante l&amp;rsquo;incontro il tempo per commentare le fotografie scattate durante il viaggio e per porgere i pi&amp;ugrave; sentiti ringraziamenti all'Ambasciatore per l&amp;rsquo;accoglienza sperimentata durante il soggiorno in Iran. Potrebbe essere rinnovato l'impegno per il mantenimento di un programma di scambi reciproci non solo tra studenti, ma anche tra docenti, dei due paesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine dell'intervento dell&amp;rsquo;ospite, il consueto dibattito ha consentito di affrontare i temi pi&amp;ugrave; diversi: dallo sviluppo del turismo e delle infrastrutture, ai rapporti culturali, toccando anche le relazioni internazionali e la questione israelo&amp;ndash;palestinese. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 02 May 2013 12:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Gli incontri a Teheran</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=204</link>
            <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;Il primo appuntamento &amp;egrave; stato presso uno dei centri culturali che fanno capo alla Municipalit&amp;agrave; di Teheran, le cui attivit&amp;agrave; in questo campo sono state illustrate da Mohsen Rohani, capo del dipartimento di Affari Internazionali. A seguire la visita alla Sharif University of Technology, dove gli studenti del &amp;ldquo;Lamaro Pozzani&amp;rdquo; hanno incontrato il Presidente e il responsabile degli Affari Internazionali, i professori Reza Roostaazad e Mohammad J. Abdekhodale. Il gruppo &amp;egrave; stato ricevuto con grande cordialit&amp;agrave; anche al Centro per il controllo del traffico di Teheran, che condivide con molte altre megalopoli del mondo un problema di grande impatto sui tempi e sulla qualit&amp;agrave; della vita dei cittadini. Il direttore Homayoun Fattahi, insieme ai suoi collaboratori, ha illustrato gli interventi realizzati e in via di realizzazione, per poi invitare gli studenti ad un viaggio su una delle nuove linee di autobus e sulla metropolitana, fino al centro di educazione stradale riservato ai bambini. Seyed Vahid Karimi, gi&amp;agrave; membro della missione permanente della Repubblica Islamica dell&amp;rsquo;Iran alle Nazioni Unite, ha accolto il gruppo all&amp;rsquo;Istituto di Studi Politici e Internazionali. Il direttore generale del Dipartimento di Relazioni Pubbliche e Internazionali della Municipalit&amp;agrave; di Teheran, Namdar Sedaghat, si &amp;egrave; intrattenuto con gli studenti al termine di un appuntamento conviviale al ristorante girevole della Milad Tower. L&amp;rsquo;ultimo incontro, con l&amp;rsquo;Editor in Chief Hamid Reza Abedi Khorsand e molti giovani redattori, si &amp;egrave; svolto presso la sede del giornale universitario Farheektegan, prima della partenza per Isfahan.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 16 Apr 2013 12:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Tradizione e passione napoletane. Incontro con il Cavaliere del Lavoro Maurizio Marinella.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=203</link>
            <description>&lt;p&gt;Maurizio Marinella rappresenta la terza generazione dell&amp;rsquo;azienda, fondata nel 1914, il cui nome &amp;egrave; sinonimo di una tradizione artigianale e sartoriale unica e di lunga data, oltre che espressione della storia e dell&amp;rsquo;immagine pi&amp;ugrave; bella di Napoli nel mondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei primi decenni del secolo scorso l&amp;rsquo;eleganza relativa alla moda maschile era di stampo inglese; per questo Eugenio Marinella volle ricreare un &amp;ldquo;piccolo angolo di Inghilterra&amp;rdquo;, dando vita a un&amp;rsquo;impresa che fu non solo un punto vendita, ma anche e forse soprattutto un luogo di ritrovo cruciale nella Napoli del XX secolo. Non a caso il negozio Marinella venne definito da Matilde Serao su &amp;laquo;Il Mattino&amp;raquo; una &amp;laquo;farmacia di paese&amp;raquo;, un salotto cittadino dove la gente si incontrava, si confrontava, discuteva delle sorti della propria citt&amp;agrave;. Ma la maison partenopea &amp;egrave; nota ormai in una dimensione internazionale per essere un&amp;rsquo;icona del Made in Italy nella realizzazione di cravatte, foulard, orologi e altri accessori che combinano la raffinatezza con la semplicit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Cavaliere del Lavoro Marinella ha iniziato a respirare l&amp;rsquo;atmosfera dell&amp;rsquo;azienda di famiglia sin da bambino, per prenderne poi le redini, apportare innovazioni e mantenerne alto il nome. Le cravatte Marinella hanno vestito personalit&amp;agrave; importanti del mondo della politica e dello spettacolo, da Cossiga a Tot&amp;ograve;, da Clinton a Mastroianni. I valori della famiglia, della tradizione, dell&amp;rsquo;accoglienza e della cortesia sono il credo del marchio Marinella, che ha fronteggiato e continua a fronteggiare con successo anche le difficolt&amp;agrave; specifiche di una citt&amp;agrave; tanto bella quanto difficile. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel dibattito conclusivo con gli studenti sono state trattate tematiche quali la contrapposizione tra artigianalit&amp;agrave; e standardizzazione e l&amp;rsquo;importanza di una firma tutta italiana che non si sottrae, per&amp;ograve;, a un respiro internazionale.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 08 Apr 2013 12:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Il dott. Rafael Grossi, Capo di gabinetto e vicedirettore generale della IAEA (International ...</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=202</link>
            <description>&lt;p&gt;Il secondo protagonista dell&amp;rsquo;incontro del 26 marzo 2013 al palazzo delle Nazioni Unite di Vienna &amp;egrave; stato Rafael Grossi, Capo di gabinetto e vicedirettore generale della IAEA (International Atomic Energy Agency). Dopo alcuni cenni riguardo alla sua carriera diplomatica, che lo ha visto ricoprire il ruolo di direttore generale al ministero degli affari esteri argentino fino al 2009, Grossi ha inquadrato i compiti e le politiche d&amp;rsquo;azione dell&amp;rsquo;organizzazione internazionale di cui &amp;egrave; attualmente membro. &lt;br /&gt;
La cosiddetta hard agenda della IAEA (di cui fanno parte&amp;nbsp; tutte le questioni relative al mantenimento della pace e della sicurezza a livello internazionale) si concentra sul concetto di Non-Proliferation; lo scopo dell&amp;rsquo;organizzazione &amp;egrave; cio&amp;egrave; quello di limitare quanto pi&amp;ugrave; possibile la diffusione delle armi nucleari, di promuovere il disarmo e di incoraggiare l&amp;rsquo;uso di energia nucleare per fini pacifici. A questo proposito, Grossi si &amp;egrave; soffermato sui due termini inglesi security e safety, che, pur traducendosi entrambi in italiano con con &amp;ldquo;sicurezza&amp;rdquo;, designano in realt&amp;agrave; due linee di azione diverse dell&amp;rsquo;organizzazione in materia di energia nucleare. Sotto l&amp;rsquo;etichetta di security si annoverano tutte le politiche finalizzate alla limitazione dell&amp;rsquo;uso militare del nucleare; con safety, invece, si indicano tutti gli interventi diretti a garantire le concrete condizioni di sicurezza all&amp;rsquo;interno delle centrali nucleari (quindi si tratta spesso dello sviluppo e dell&amp;rsquo;applicazione di determinati standard all&amp;rsquo;interno dei singoli paesi che fanno uso di energia nuclere). &lt;br /&gt;
Grossi ha voluto anche sottolineare i molteplici usi dell&amp;rsquo;energia nucleare (in campo medico, nelle tecnologie per determinare il livello di purezza delle acque o garantire la sicurezza dei prodotti alimentari,&amp;nbsp; ecc.). Troppo spesso, infatti, nell&amp;rsquo;immaginario collettivo tali risvolti positivi, pur essendo temi chiave dello sviluppo a livello mondiale, vengono sovrastati dal timore reverenziale nei confronti dei disastri nucleari. Il lavoro della IAEA si sviluppa proprio con l&amp;rsquo;obiettivo di vincere queste reticenze attraverso la promozione di un uso consapevole, sicuro e pacifico del nucleare. &lt;br /&gt;
Nella parte conclusiva dell&amp;rsquo;incontro, l&amp;rsquo;Ambasciatore Grossi ha lasciato la parola agli studenti e, a partire dalle domande postegli, ha toccato anche il tema&amp;nbsp; problematico dello smaltimento delle scorie nucleari e del modo in cui l&amp;rsquo;organizzazione agisce nei confronti di quei paesi che vorrebbero approcciarsi al nucleare, ma non ne hanno le possibilit&amp;agrave; concrete. Per quanto riguarda il primo punto, vi sono ricerche in corso volte a trovare una soluzione dall&amp;rsquo;impatto ambientale ridotto; a proposito del secondo, Grossi ha sottolineato come la IAEA si occupi tanto di fornire gli strumenti (le apparecchiature, i materiali ecc.), quanto di favorire lo sviluppo di una &amp;ldquo;cultura del nucleare&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; di fornire le informazioni necessarie a far conoscere la realt&amp;agrave; del nucleare ad amministrazione, governi e cittadinanza. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Mar 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Incontro con Sandee Chawla, Vicedirettore Esecutivo dell’UNODC.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=201</link>
            <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;UNODC &amp;egrave; l&amp;rsquo;organizzazione &amp;egrave; l&amp;rsquo;agenzia leader nella lotta alla droga, alla criminalit&amp;agrave; organizzata e al terrorismo e fonda il proprio lavoro prevalentemente su trattati internazionali. Il primo nodo concettuale affrontato dal dott. Chawla ha riguardato il controllo delle droghe. Gi&amp;agrave; nel termine greco pharmakon si sovrapponevano i significati di medicina e veleno. Questo rimane vero ancora oggi: c&amp;rsquo;&amp;egrave; un utilizzo medico e scientifico di certe sostanze attive, il cui consumo al di fuori dei dosaggi previsti e di un&amp;rsquo;attenta supervisione medica pu&amp;ograve; divenire per&amp;agrave; estremamente pericoloso per l&amp;rsquo;uomo. Dopo una precisa descrizione medica delle caratteristiche dei vari tipi di droghe, che si suddividono abitualmente in quattro classi, il Vicedirettore dell&amp;rsquo;UNODC si &amp;egrave; soffermato anche su quelle sostanze, come l&amp;rsquo;alcool e il tabacco, che causano in realt&amp;agrave; danni quantitativamente perfino pi&amp;ugrave; diffusi. &lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;obiettivo delle tre Convenzioni sulla droga &amp;egrave; quello di assicurarne l&amp;rsquo;uso a fini medici e scientifici e di eliminare quello sottratto a tali finalit&amp;agrave;: &amp;egrave; vero che con il divieto del consumo di droghe si &amp;egrave; alimentato un mercato di contrabbando brulicante di violenza e crimini, ma la soluzione non pu&amp;ograve; essere quella della legalizzazione. Il riferimento all&amp;rsquo;esempio olandese ha consentito di sollevare la questione della possibilit&amp;agrave; di operare una sorta di legalizzazione differenziata, avente ad oggetto un numero ristretto di droghe: secondo il dott. Chawla, tuttavia, ben difficilmente questa soluzione potrebbe essere immaginata per realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; ampie e in un&amp;rsquo;ottica internazionale. Ma la vera incrinatura del sistema di controllo consiste nel fatto che chiunque faccia uso di droghe &amp;egrave; spessp considerato (erroneamente) un soggetto moralmente debole e, nella maggior parte dei casi,&amp;nbsp; non riceve le cure mediche necessarie (giacch&amp;eacute; la dipendenza e l&amp;rsquo;assuefazione sono da classificare come malattie). Il tema della stigmatizzazione &amp;egrave; stato, forse, il nodo cruciale di tutto l&amp;rsquo;intervento del dott. Chawla, particolarmente sentito e condiviso dagli ascoltatori e in grado di collegare tematiche afferenti alla politica internazionale, all&amp;rsquo;etica, alle global issues.&lt;br /&gt;
Il discorso si &amp;egrave; quindi concluso, anche attraverso le domande degli studenti del Collegio, con una rapida disamina delle questioni legate alla criminalit&amp;agrave; organizzata (con riferimenti alla Convenzione di Palermo), della corruzione e del terrorismo. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Mar 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Vienna: una giornata alle Nazioni Unite.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=200</link>
            <description>&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;ambito delle esperienze offerte dal viaggio che ha visto gli studenti del Collegio protagonisti di un tour da Bucarest a Vienna, dalla Transilvania al Danubio, sul podio delle occasioni pi&amp;ugrave; stimolanti e formative si colloca senza dubbio l&amp;rsquo;incontro organizzato nella sede delle Nazioni Unite di Vienna in data 26 Marzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La primavera fredda e nevosa della capitale austriaca ha infatti avuto come contraltare una calorosa accoglienza agli studenti da parte dell&amp;rsquo;Ambasciatore presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna Filippo Formica, laureato del Collegio, che ha introdotto prima l&amp;rsquo;intervento del dott. Sandee Chawla, Vicedirettore Esecutivo dell&amp;rsquo;UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) e poi quello di Rafael Grossi, Capo di gabinetto e vicedirettore generale della IAEA (International Atomic Energy Agency).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Ambasciatore Formica, nel suo intervento, ha esposto le funzioni fondamentali svolte dalle Nazioni Unite nelle loro sedi di New York, Vienna, Ginevra, Roma, Parigi e, di recente, Seoul. Si &amp;egrave; poi soffermato sulle attivit&amp;agrave; svolte a Vienna. Una delle priorit&amp;agrave; &amp;egrave; certamente quella della sicurezza, che una volta si limitava alla difesa del territorio nazionale e viene oggi intesa, in una prospettiva pi&amp;ugrave; ampia, anche come collaborazione per la lotta al terrorismo, alla droga e alla criminalit&amp;agrave; organizzata. Parlando in particolare di quest&amp;rsquo;ultima, l&amp;rsquo;Ambasciatore ha sottolineato il significato della Convenzione di Palermo, che rappresenta oggi un fondamentale strumento di cui ci si serve per studiarne e combatterne ogni forma. La Convenzione, tuttavia, spesso non viene applicata adeguatamente e da tutti i paesi; questa consapevolezza ha spinto alla creazione di un &amp;ldquo;meccanismo di riesame&amp;rdquo;, che prevede &amp;ldquo;missioni&amp;rdquo; che un team di esperti svolge all&amp;rsquo;interno dei paesi facenti parte della Convenzione per esaminarne la legislazione e, nel caso, per fare le dovute raccomandazioni su come rafforzare il regime giuridico-giudiziario nella lotta alla criminalit&amp;agrave;. Il tutto con l&amp;rsquo;obiettivo di un esame sempre aggiornato dello stato di attuazione della Convenzione stessa e di un approfondimento delle misure da adottare per rafforzare l&amp;rsquo;attenzione nei paesi interessati. &lt;br /&gt;
Un&amp;rsquo;altra importante questione trattata alle Nazioni Unite riguarda l&amp;rsquo;energia nucleare. In quest&amp;rsquo;ambito, l&amp;rsquo;attenzione dei singoli paesi non deve limitarsi ai propri confini, ma deve necessariamente estendersi ai vicini. Per tale ragione nascono le peer review, ovvero le revisioni tra pari, le quali consistono nell&amp;rsquo;incontro, all&amp;rsquo;interno di ogni paese ispezionato, tra una commissione di esperti estera e una commissione del paese stesso, per dare luogo appunto a una revisione tra pari e non compromettere l&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; locale attraverso forzature prevalentemente esterne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riguardo alle questioni nucleari, l&amp;rsquo;Ambasciatore Formica ha accennato anche al delicato negoziato che l&amp;rsquo;Aiea (Agenzia Internazionale per l&amp;rsquo;Energia Atomica) intrattiene con l&amp;rsquo;Iran e, pi&amp;ugrave; in generale, alla delicata questione della possibilit&amp;agrave; che l&amp;rsquo;energia nucleare possa essere dirottata da fini civili a fini militari. Uno degli scopi principali dell&amp;rsquo;Aiea (al cui interno si trovano anche una sede di cooperazione tecnica sugli usi del nucleare e un&amp;rsquo;agenzia che si occupa dello sviluppo e dell&amp;rsquo;inserimento nei mercati internazionali dei paesi emergenti) &amp;egrave; quello di assicurare che l&amp;rsquo;energia nucleare venga usata unicamente per fini civili dai vari paesi. L&amp;rsquo;Ambasciatore Formica ha quindi concluso ricordando che la diplomazia, nella sua complessit&amp;agrave;, rappresenta tuttavia soltanto uno strumento e che le decisioni pi&amp;ugrave; importanti devono comunque essere prese dalla politica.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Mar 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>L’incontro all’Istituto italiano di cultura a Budapest.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=199</link>
            <description>&lt;p&gt;Introducendo la conferenza, l&amp;rsquo;Ambasciatore Accili ha delineato i rapporti diplomatici che intercorrono tra l&amp;rsquo;Italia e l&amp;rsquo;Ungheria, coprotagonisti di significative vicende storiche a noi lontane e vicine nel tempo: ad oggi le relazioni permangono molto positive e, nella Weltanschauung magiara, l&amp;rsquo;&amp;ldquo;italianit&amp;agrave;&amp;rdquo; &amp;egrave; un fattore che desta simpatia ed amicizia. Ad un livello pi&amp;ugrave; formale, i legami sono di particolare rilevanza anche nella cultura e nell&amp;rsquo;economia: dal nostro Rinascimento, per esempio, hanno tratto ispirazione diversi grandi artisti ed architetti ungheresi, come testimoniano i numerosi palazzi e tesori artistici di chiara matrice italiana. Per quanto riguarda le relazioni commerciali, sar&amp;agrave; sufficiente riportare due dati citati dall&amp;rsquo;Ambasciatore: a lavorare in Ungheria si trovano oltre ventimila imprese italiane e su un PIL di novantasette miliardi di euro ben quattro sono prodotti da queste ultime. Il cospicuo interesse dei nostri connazionali verso il patrimonio artistico e culturale dello Stato mitteleuropeo, inoltre, &amp;egrave; rimarcato dal ragguardevole numero di visitatori annui: circa un milione e mezzo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Quando si pensa all&amp;rsquo;Italia, in generale si pensa alla pizza ed all&amp;rsquo;arte, ma non alla tecnologia, mentre, come ha sottolineato il dott. Monsone, essa &amp;egrave; un tratto fondamentale del nostro paese. Il responsabile per l&amp;rsquo;Ungheria di Selex/Finmeccanica ha quindi raccontato agli studenti la sua straordinaria storia personale, spiegando come, in virt&amp;ugrave; anche della propria conoscenza della lingua ungherese, egli sia stato in grado di contribuire gi&amp;agrave; giovanissimo a favorire lo sviluppo della presenza di questo colosso industriale in una realt&amp;agrave; significativa e nella quale era in precedenza del tutto assente. Difatti, dopo un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; esplorativa di alcuni mesi, nel giro di sette anni egli &amp;egrave; stato capace di superare gli obiettivi prestabiliti e di ottenere un considerevole fatturato. Il successo di Finmeccanica &amp;egrave; dovuto non solo all&amp;rsquo;elevata qualit&amp;agrave; dei prodotti, ma anche alla vasta gamma di settori in cui il gruppo &amp;egrave; presente: dagli elicotteri di Augusta-Westland ai carri armati della Oto Melara, dagli autobus della Breda-Menarinibus ai droni di Selex.&lt;br /&gt;
Infine, nell&amp;rsquo;edificio che fu la prima sede del Parlamento ungherese e che ora ospita l&amp;rsquo;istituto italiano di cultura, ha preso parola il Segretario di Stato Eniko Gyori, che &amp;egrave; stata anche per alcuni anni Ambasciatore in Italia. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un primo periodo, come testimoniano gli affreschi medioevali, i Magiari erano visti in prevalenza come feroci barbari e saccheggiatori, sinch&amp;eacute;, nell&amp;rsquo;anno Mille, Stefano d&amp;rsquo;Ungheria si convert&amp;igrave; e chiese al Papa di essere incoronato Re: in quel momento iniziarono quelle relazioni che, come si &amp;egrave; gi&amp;agrave; evidenziato, non hanno mai cessato di esistere. Il canale tra i nostri popoli non si &amp;egrave; pi&amp;ugrave; chiuso e le vicende di Mattia Corvino, l&amp;rsquo;illuminato sovrano ungherese incoronato a Napoli, nonch&amp;eacute; grande estimatore della cultura italiana, ne sono un folgorante esempio. Interrogata dagli studenti del Collegio circa la situazione politica dell&amp;rsquo;Ungheria, il Segretario ha replicato che, ora, il Parlamento &amp;egrave; controllato da un&amp;rsquo;ampia maggioranza liberale, mentre all&amp;rsquo;opposizione si trovano i socialisti ed i nazionalisti. In merito alla preoccupante ascesa di questi ultimi, ella ha affermato che sono un fenomeno di importanza relativa e che, nelle imminenti elezioni, non si prevede una loro crescita, nonostante i duri tempi di crisi. Ad una inevitabile domanda sulla politica italiana, l&amp;rsquo;Ambasciatore Gyori ha risposto che l&amp;rsquo;Ungheria &amp;egrave; rispettosa delle scelte elettorali del nostro popolo e rimane fiduciosa nell&amp;rsquo;azione dei partiti dell&amp;rsquo;intero spettro politico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
A conclusione della mattinata, il Collegio ha ripreso il proprio viaggio verso Vienna, dove, il giorno successivo, erano programmati importanti incontri presso la sede delle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 25 Mar 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Il ruolo sociale dell’architettura. Incontro con Paolo Desideri.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=198</link>
            <description>&lt;p&gt;Il 19 marzo gli studenti del Collegio hanno incontrato Paolo Desideri, docente di Progettazione architettonica e urbana presso l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Roma Tre e architetto di fama internazionale.&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;ospite ha iniziato il suo intervento evidenziando i tratti salienti della storia delle costruzioni italiane e affermando che la nostra architettura non &amp;egrave; dissociabile dalla nostra ingegneria: la sua risorsa fondamentale non &amp;egrave; mai stato il materiale da costruzione, ma l&amp;rsquo;uso della creativit&amp;agrave;, che attraverso la forma deve dare soluzione a problemi concreti, piuttosto che aggiungerne altri. La &amp;ldquo;forma&amp;rdquo;, in questa prospettiva, assume un preciso significato sociale ed anche etico e questa &amp;egrave; l&amp;rsquo;idea che ha guidato l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di Desideri nella progettazione del nuovo auditorium fiorentino e della casa dei bronzi di Riace di Reggio Calabria, oltre che negli interventi a Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;Egrave; stato quindi presentato il progetto della nuova stazione Tiburtina a Roma, che consente l&amp;rsquo;arrivo e il passaggio della linea ad alta velocit&amp;agrave;. Il prof. Desideri ha paragonato l&amp;rsquo;edificio a un grattacielo adagiato sul terreno. Ogni suo elemento &amp;egrave; studiato in funzione del risparmio energetico, ma al contempo viene restituita una giusta monumentalit&amp;agrave;, spesso disprezzata perch&amp;eacute; associata all&amp;rsquo;architettura fascista, ma necessaria per assegnare allo spazio una dimensione collettiva. L&amp;rsquo;architetto si &amp;egrave; poi soffermato sulla difficolt&amp;agrave; di progettazione che un&amp;rsquo;opera di tale grandezza pu&amp;ograve; comportare, nonch&amp;eacute; sulla imponente e spesso frustrante macchina burocratica con la quale &amp;egrave; necessario misurarsi in questi casi, purtroppo con un notevole incremento dei costi e un iter che pu&amp;ograve; durare molti anni.&lt;br /&gt;
Il progetto della stazione, che consente una notevole razionalizzazione degli spazi, ha comunque consentito un riassetto dell&amp;rsquo;area e la conversione urbanistica di alcuni volumi, la cui vendita dovrebbe coprire interamente i costi di costruzione.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 18 Mar 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Aux urnes, citoyens! L’attuale scenario politico letto da Gianfranco Pasquino.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=197</link>
            <description>&lt;p&gt;Il 14 marzo gli studenti del Collegio hanno incontrato il Professor Gianfranco Pasquino, uno dei massimi politologi italiani, in una serata che si &amp;egrave; incentrata principalmente sull&amp;rsquo;analisi del voto politico appena espresso e sui possibili scenari che si aprono per il nostro paese nel prossimo futuro, prendendo anche spunto dal numero della rivista Paradoxa da lui curato e intitolato appunto Aux urnes, citoyens!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;ldquo;I voti si contano in numeri e non in percentuali&amp;rdquo;, ha esordito Pasquino, sottolineando quella che a suo avviso &amp;egrave; una cattiva abitudine interpretativa, per poi elencare appunto alcuni dei numeri significativi delle ultime elezioni, a partire dal vero e proprio crollo dei consensi ai partiti maggiori, mentre per quel che riguarda il dato dell&amp;rsquo;affluenza alle urne si deve constatare che essa continua ad attestarsi su una percentuale tra le pi&amp;ugrave; alte nei paesi democratici, a riprova del fatto che in Italia l&amp;rsquo;attitudine al voto &amp;egrave; particolarmente elevata. Il prof. Pasquino ha poi esaminato alcuni aspetti cruciali dell&amp;rsquo;esperienza elettorale: le modalit&amp;agrave; e gli stili della campagna elettorale, il ruolo del dialogo politico tra cittadini e con i cittadini, i sondaggi. In conclusione, egli ha espresso le sue opinioni sullo scenario politico derivante dalla tornata elettorale e in particolare sulla imminente elezione del Presidente della Repubblica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso del consueto dibattito con gli studenti quest&amp;rsquo;ultima tematica &amp;egrave; stata approfondita e connessa a quella della forma di governo presidenziale di ispirazione statunitense. Altri temi affrontati sono stati la riforma dei partiti e, inevitabilmente, il ruolo del movimento di Beppe Grillo.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 14 Mar 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title> L’Ambasciatore della Repubblica Socialista del Vietnam in Italia Nguyen Hoang Long presenta il ...</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=196</link>
            <description>&lt;p&gt;Nell'ambito degli incontri serali del Collegio, gli studenti hanno avuto il piacere di avere come ospite Nguyen Hoang Long, nominato lo scorso anno Ambasciatore della Repubblica Socialista del Vietnam in Italia. Laureatosi a pieni voti all'universit&amp;agrave; Bocconi di Milano, Hoang Long ha da subito intrapreso la carriera diplomatica in Vietnam, lavorando per cinque anni al dipartimento europeo e ricoprendo un incarico prestigioso presso l'Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;ldquo;Il Vietnam &amp;egrave; un paese giovane che guarda al futuro&amp;rdquo;: cos&amp;igrave; esordisce l'Ambasciatore presentando il volto nuovo di questa nazione che ancor oggi &amp;egrave; troppo spesso associata agli orrori di una guerra cos&amp;igrave; difficile da dimenticare. Ciononostante, la prospettiva che si delinea sullo scenario internazionale per il Vietnam &amp;egrave; quella di un paese all'avanguardia: innumerevoli sono, infatti, le riforme di carattere politico-economico messe a punto negli ultimi anni e che hanno fatto del Vietnam un fortissimo esportatore a livello globale.&lt;br /&gt;
Divenire un paese libero e industrializzato &amp;egrave; il traguardo da raggiungere entro il 2020 per il Vietnam, che non solo ha intrapreso grandi investimenti nel settore creditizio, delle infrastrutture e delle imprese statali, ma ha anche concluso accordi di libero commercio con l'Unione Europea, l'area asiatica e gli Stati Uniti. La vera risorsa del Vietnam sono tuttavia proprio i suoi giovani abitanti. Sono 130.000 i vietnamiti emigrati per studiare e sono loro che portano all'estero il sorriso del Vietnam: un messaggio di speranza e di ottimismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto concerne la politica estera, l'Ambasciatore, emozionato, conclude il dibattito con gli studenti ricordando che quest'anno si celebra il quarantesimo anniversario della nascita del fruttuoso rapporto diplomatico italo-vietnamita, per lui grande motivo di orgoglio che lo porta ad affermare &amp;ldquo;Mi sento un po' italiano anch'io. L'Italia &amp;egrave; la mia seconda casa&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 07 Mar 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Innovazione, sacrificio, genio e passione. ...</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=195</link>
            <description>&lt;p&gt;Il 26 febbraio il Cavaliere del Lavoro Marco Giovannini, presidente e amministratore delegato di Guala Closures SpA, impresa leader nella produzione di chiusure in alluminio per bevande, ha incontrato gli studenti del Collegio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;ldquo;Si fa presto a dire tappo!&amp;rdquo; esordisce il Cavaliere Giovannini, sottolineando la complessit&amp;agrave; del processo produttivo alla base delle chiusure brevettate dalla sua azienda. Attraverso la produzione di chiusure safety, che richiedono avanzate competenze ingegneristiche, la Guala Closures &amp;egrave; impegnata da tempo a garantire la protezione del brand delle imprese sue clienti dal fenomeno sempre pi&amp;ugrave; frequente della contraffazione.&lt;br /&gt;
Anche in questo caso, &amp;egrave; l&amp;rsquo;innovazione il vero valore aggiunto dell&amp;rsquo;impresa, mirando a conciliare sicurezza e funzionalit&amp;agrave; sempre maggiori con la ricerca di standard estetici rispondenti ai gusti e alle esigenze dei clienti. Questo approccio, unito a una distribuzione geografica su scala mondiale, richiede inevitabilmente una dose rilevante di sacrificio e di passione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; della Guala Closures nell&amp;rsquo;ambito della responsabilit&amp;agrave; sociale e della sostenibilit&amp;agrave; ambientale &amp;egrave; stato l&amp;rsquo;ultimo ma non meno importante tema dell&amp;rsquo;incontro, ulteriormente approfondito nel corso del dibattito con gli studenti. L&amp;rsquo;impresa &amp;ndash; ha concluso il Cavaliere Giovannini &amp;ndash; deve essere capace al giorno d&amp;rsquo;oggi di raggiungere il successo valorizzando e salvaguardando le risorse del territorio.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 27 Feb 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Gli strumenti di gestione della crisi. Incontro con Fabrizio Balassone.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=194</link>
            <description>&lt;p&gt;Proseguendo il ciclo di incontri di natura economica, volti a fornire una visione pi&amp;ugrave; chiara e consapevole della crisi, gli studenti del Collegio hanno affrontato il tema del risanamento del debito pubblico con Fabrizio Balassone, che si occupa di questa problematica da pi&amp;ugrave; di un ventennio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La grande competenza del laureato del Collegio ha regalato ai partecipanti una panorama critica e consapevole della situazione italiana. Prendendo le mosse dai primi anni settanta, quando, per la prima volta, si &amp;egrave; registrato un divario considerevole tra entrate e spese dello stato e toccando i momenti cruciali della storia economica europea &amp;#64257;no ai giorni nostri, egli ha ripercorso l&amp;rsquo;andamento dell&amp;rsquo;indebitamento italiano, analizzando tutte quelle motivazioni (carenze istituzionali e burocratiche, sprechi e alto tasso di economia sommersa) che hanno portato al fallimento di tanti piani di risanamento e dei patti stipulati con l&amp;rsquo;Unione Europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;analisi critica di tutti gli elementi che caratterizzano lo scenario economico ha permesso di liberarsi di preconcetti ormai diffusi, spesso anche a causa della distorsione operata dai mezzi di comunicazione. Le misure richieste dall&amp;rsquo;Europa sono attuabili, il Fiscal Compact non ha pretese impossibili. Quest&amp;rsquo;ultimo, in particolare, richiede una diminuzione non del debito in assoluto, ma del rapporto tra debito e Pil, il che significa che anche attraverso un&amp;rsquo;azione efficacemente mirata alla crescita, sul presupposto del&amp;nbsp; raggiungimento del pareggio strutturale, sarebbe possibile mantenere gli impegni. Insomma: quelli che ci vengono proposti sono obiettivi ambiziosi ma non irrealizzabili.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 21 Feb 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Una storia di famiglia fra tradizione e innovazione. ...</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=193</link>
            <description>&lt;p&gt;&amp;quot;Famiglia e impresa, un binomio inscindibile, il cui fragile equilibrio determina parimenti il successo dell'una e dell'altra&amp;quot;: cos&amp;igrave; Giuseppina Amarelli decide di concludere il suo intervento, rimarcando e ponendo l'accento sui valori etici che da sempre costituiscono la bandiera dell'azienda di famiglia. Azienda che d&amp;agrave; inizio all'attivit&amp;agrave; di estrazione del succo di liquerizia intorno al 1500, coniugando la cura del patrimonio agricolo con un forte impegno civico e culturale. &amp;Egrave; nel 1731, secondo la tradizione, che viene fondato l'attuale &amp;quot;concio&amp;quot;, che nel corso degli anni vede il susseguirsi di numerose innovazioni e trasformazioni.&lt;br /&gt;
L'antichissima dimora di famiglia, edificio risalente al 1400, ospita oggi la direzione e gli uffici amministrativi, mentre in un'ala antistante della stessa struttura &amp;egrave; ospitato il &amp;quot;Museo della liquirizia Giorgio Amarelli&amp;quot;, inaugurato il 21 luglio 2001, ultima spinta innovativa dell'impresa, che ottiene il 17 novembre dello stesso anno il Premio Guggenheim Impresa e Cultura.&lt;br /&gt;
Dopo aver ripercorso gli eventi cardine della storia dell'azienda, analizzando gli elementi alla base della sua longevit&amp;agrave;, la dottoressa Amarelli si &amp;egrave; soffermata sull'importanza dell'elemento associativo per la conservazione della tradizione e l'integrazione di sempre nuove innovazioni in un'ottica di sostenibilit&amp;agrave; ed etica d'impresa. Ha poi rimarcato, prendendo spunto da una delle domande formulate, l'importanza della presenza femminile nei consigli d'amministrazione aziendali, con l'augurio di non rimanere l'unico Cavaliere del Lavoro donna della sua amata regione, la Calabria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 18 Feb 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>La Professoressa Andreina Draghi racconta gli affreschi dei Santi Quattro Coronati.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=192</link>
            <description>&lt;p&gt;Nella serata dell&amp;rsquo;11 febbraio &amp;egrave; intervenuta in Collegio la Professoressa Andreina Draghi, storica dell'arte, la quale ha raccontato l'esperienza dello straordinario rinvenimento di alcuni cicli di affreschi duecenteschi all'interno dell'aula gotica del complesso monastico dei Santi Quattro Coronati a Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Il complesso, situato fra il Colosseo e San Giovanni in Laterano, restaurato da Pasquale II nel 1116 su una precedente struttura romana, fu reso sede pontificia per volere di Martino V Colonna e riadattato, negli anni successivi, a palazzo cardinalizio. Ospita dall'anno 606 una comunit&amp;agrave; di monache Agostiniane. Il ciclo di affreschi fu commissionato nella prima met&amp;agrave; del '200 da Stefano Conti, uditore della curia romana e vicarius urbis Romae dal 1245.&lt;br /&gt;
Gli affreschi, dal tema laico-allegorico, si dipanano per circa trecento metri quadrati nella parte superiore dell'aula. Nella campata meridionale il tema guida &amp;egrave; rappresentato dalla sequenza calendariale delle allegorie dei dodici &amp;quot;Mesi&amp;quot;. Essi appaiono sovrastati dai &amp;quot;Vizi&amp;quot; e al di sopra di una trabeazione dalle figure delle &amp;quot;Arti&amp;quot;. Nell'altra campata sono raffigurate le personificazioni delle &amp;quot;Virt&amp;ugrave;&amp;quot; e delle &amp;quot;Beatitudini&amp;quot;, che recano sulle spalle le figure dell'Antico e del Nuovo Testamento e dei Santi. Il programma iconografico prosegue nel registro superiore con le immagini di &amp;quot;Mitra tauroctono&amp;quot;. Al culto pagano di Mitra si contrappongono le immagini di respiro cristiano, il &amp;quot;Sole&amp;quot; e la &amp;quot;Luna&amp;quot;, espressioni di Ges&amp;ugrave; Cristo e della Chiesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
La prof.ssa Draghi, dopo avere illustrato il lungo percorso di restauro degli affreschi, ha sottolineato la portata storico-artistica di tale ritrovamento, tale da modificare e rivalutare il giudizio sulla pittura della scuola romana, pittura dallo stretto legame con la tradizione appunto romana e paleo-cristiana e di notevole importanza e influenza nel panorama duecentesco.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 11 Feb 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Energia per il pianeta. Incontro con il Professor Roberto Capuzzo Dolcetta.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=191</link>
            <description>&lt;p&gt;Il 24 gennaio il Collegio ha avuto il piacere di avere ospite il Professor Roberto Capuzzo Dolcetta, docente di Fisica e Astrofisica all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Roma &amp;ldquo;La Sapienza&amp;rdquo;, che ha affrontato una tematica di estrema attualit&amp;agrave;: la questione energetica con riferimento al pianeta.&lt;br /&gt;
Nella fase introduttiva il prof. Capuzzo Dolcetta ha spiegato la difficolt&amp;agrave; di definire il concetto di energia rispetto ad altri fenomeni fisici, sottolineando la necessit&amp;agrave; di una discussione seria e obiettiva sull&amp;rsquo;argomento, alla quale scienziati, ingegneri e politici diano il proprio contributo: &amp;ldquo;una sinergia per l&amp;rsquo;energia&amp;rdquo;. Dopo una breve distinzione tra fonti tradizionali e fonti alternative, il relatore ha soffermato la sua attenzione su queste ultime, evidenziando tre concetti principali: la loro insufficienza a coprire il fabbisogno energetico globale, i possibili rischi delle rinnovabili e il loro impatto ambientale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella seconda parte dell&amp;rsquo;incontro, il professore ha spiegato i principi fisici che stanno alla base del &amp;ldquo;funzionamento&amp;rdquo; del sole, distinguendo tra fissione e fusione nucleare, per poi affrontare sulla base di questa premessa la questione di quale possa essere la principale fonte di energia per il futuro del pianeta. La fissione &amp;egrave; gi&amp;agrave; utilizzata nelle centrali nucleari, mentre la fusione, che pure presenterebbe una serie di vantaggi dal punto di vista ambientale e della sicurezza, non &amp;egrave; ancora a portata di mano. Si dovr&amp;agrave; aspettare infatti almeno fino al 2050.&lt;br /&gt;
Il prof. Capuzzo Dolcetta ha infine ribadito il concetto espresso all&amp;rsquo;inizio del suo intervento: specie in queste settimane di campagna elettorale, la questione energetica dovrebbe essere centrale nel dibattito politico dell&amp;rsquo;Italia, grande importatore di energia pagata davvero molto cara.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 24 Jan 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>I colori del Vietnam: musica e danza tradizionale per celebrare le giornate vietnamite in Italia.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=190</link>
            <description>&lt;p&gt;Il 21 gennaio gli studenti e il Direttore del Collegio hanno assistito allo spettacolo di musica e danza tradizionale vietnamita tenutosi all'Auditorium Parco della Musica di Roma in occasione della celebrazione del quarantesimo anniversario dell'apertura delle relazioni diplomatiche tra Vietnam e Italia.&lt;br /&gt;
La serata &amp;egrave; stata aperta dall'intervento del Ministro degli Esteri della Repubblica Socialista del Vietnam Pham Binh Minh e da quello del suo corrispondente italiano Giulio Terzi. Questi, dopo aver ricordato come l'Italia sia stata, il 23 marzo 1973, &amp;quot;il primo paese della Comunit&amp;agrave; Europea a stabilire relazioni diplomatiche con il Vietnam&amp;quot;, ha espresso profonda soddisfazione per i rapporti sempre pi&amp;ugrave; positivi tra le due nazioni, sottolineando l'interesse dell'Italia a intessere relazioni diplomatiche ed economiche con uno stato dinamico ed emergente come il Vietnam. Presenti in sala erano anche il segretario del Partito Comunista del Vietnam Nguyen Phu Trong e il Ministro della Cultura vietnamita Hoang Tuan Anh.&lt;br /&gt;
Lo spettacolo si &amp;egrave; aperto con gli inni nazionali dei due paesi e ha poi alternato canti, danze e musiche tradizionali vietnamite a melodie occidentali, come &amp;quot;La Giarda&amp;quot; di Monti, rivisitate attraverso strumenti tradizionali del Vietnam. Gli artisti hanno infine intonato la canzone &amp;quot;Vietnam Ho-Chi-Minh&amp;quot;. Al termine dello spettacolo, un buffet allestito nell'atrio dell'auditorium &amp;egrave; stato occasione di convivialit&amp;agrave; e ha simbolicamente unito i due popoli nella celebrazione di relazioni sempre pi&amp;ugrave; pacifiche, amichevoli e fruttuose.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 21 Jan 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Israele raccontato da Gabriele Altana.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=189</link>
            <description>&lt;p&gt;Il primo incontro serale al ritorno dalla pausa natalizia ha visto come protagonista Gabriele Altana, laureato del Collegio, attualmente coordinatore della preparazione al semestre italiano di presidenza dell&amp;rsquo;Unione Europea. L'intervento ha avuto come tema lo stato di Israele, &amp;ldquo;un microcosmo, un angolo di terra grande quanto la Puglia, eppure un paese dalle mille contraddizioni&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Forte della sua esperienza diplomatica in qualit&amp;agrave; di Ministro Consigliere presso l&amp;rsquo;Ambasciata d&amp;rsquo;Italia a Tel Aviv (2009 &amp;ndash; 2012) il relatore ha delineato le tappe storiche e le vicende salienti che hanno condotto alla formazione di Israele quale entit&amp;agrave; politica. Dalla graduale e faticosa emancipazione ebraica si &amp;egrave; giunti all'affermazione del sionismo e all'indipendenza, alla ricostruzione di un'identit&amp;agrave; nazionale, sino al difficoltoso processo di pace e alla convivenza fra israeliani e palestinesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
L'incontro si &amp;egrave; contraddistinto per la ricchezza di notazioni curiose ed episodi tratti direttamente dall&amp;rsquo;esperienza personale del dott. Altana e si &amp;egrave; concluso con il consueto dibattito, che ha consentito di approfondire aspetti significativi della politica israeliana e nalogie e punti di contatto con quella politica italiana, dalla difficolt&amp;agrave; di costituire maggioranze stabili all'estrema mediatizzazione del confronto politico.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 17 Jan 2013 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>La crisi vista dall’America. Incontro con Matteo Iacoviello.</title>
            <link>http://www.collegiocavalieri.it/news_dettaglio.php?news=188</link>
            <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;L&amp;rsquo;ultimo incontro prima della pausa natalizia vede come relatore Matteo Iacoviello, laureato del Collegio, attualmente Senior Economist della Federal Reserve. L&amp;rsquo;incontro si &amp;egrave; diviso in due parti: una riflessione sul percorso accademico e lavorativo intrapreso e un&amp;rsquo;analisi della crisi economica europea e delle sue ripercussioni sull&amp;rsquo;economia degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il dott. Iacoviello, prendendo le mosse dal racconto della sua esperienza, ha ribadito innanzitutto l&amp;rsquo;importanza di quanto imparato in Collegio e in particolare dello scambio di opinioni tra studenti di facolt&amp;agrave; diverse, tutti vogliosi di imparare. Dopo un anno di dottorato a Bologna, ha proseguito gli studi alla London School of Economics e si &amp;egrave; poi trasferito negli Stati Uniti per insegnare e fare ricerca. Anche alla fine di questo percorso, l&amp;rsquo;incontro con le nuove generazioni e la creazione di una rete tra gli alumni gli appare di fondamentale importanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella seconda parte dell&amp;rsquo;incontro, l&amp;rsquo;ospite ha trattato invece argomenti pi&amp;ugrave; tecnici, analizzando le cause dell&amp;rsquo;attuale crisi del debito degli stati europei e la rilevanza e l&amp;rsquo;impatto notevoli che essa sta avendo sull&amp;rsquo;economia statunitense. Il lavoro del dott. Iacoviello consiste appunto nell&amp;rsquo;impiegare i modelli della macroeconomia per costruire i grafici e i resoconti sull&amp;rsquo;andamento dell&amp;rsquo;economia che vengono sfruttati dai governatori della Fed per prendere le pi&amp;ugrave; importanti decisioni di politica monetaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel consueto dibattito sono stati affrontati argomenti di attualit&amp;agrave; come il rapporto tra credibilit&amp;agrave; e politica economica e il fiscal cliff. A conclusione, gli auguri di Natale e un brindisi per il 2013.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 20 Dec 2012 13:32:25 +0100</pubDate>
        </item>
    </channel>
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